L'albero della Gnommera di Oliveto Sabino "accende" il Natale nella Valle del Turano. Foto

L'albero della Gnommera di Oliveto Sabino "accende" il Natale nella Valle del Turano. Foto
di Marco Ferroni
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Domenica 20 Dicembre 2020, 11:22 - Ultimo aggiornamento: 12:15

RIETI - Si accende il Natale nella Valle del Turano e da Roccasinibalda a Turania, passando Oliveto Sabino, Posticciola, Castel di Tora, Ascea, Paganico, Collalto Sabino e Nespolo, le vie dei suggestivi borghi pian piano si stanno vestendo a festa "trasformando" la vallata dominata dai monti Cervia e Navegna e da sua maestà il Lago Turano, in un vero e proprio Presepe a cielo aperto.

 

Ecco la Gommera

Iniziamo questo viaggio suggestivo proprio da Oliveto Sabino, dove ormai è tutto pronto per rinverdire la tradizione con l'albero della Gnommera, un termine dialettale che sta per gomitolo di lana, lo stesso che le mamme e le nonne del posto lavoravano ad uncinetto per produrre delle morbide e colorate coperte da stendere sui letti. Ma nel periodo natalizio, quegli stessi gomitoli di lana si trasformano in pezze variopinte che, cucite l'una con l'altra, generano un albero natalizio alto quasi 12 metri che giganteggia nella piazza del piccolo borgo sabino. Più di mille i pezzi assemblati dalle donne del paese, issati su una struttura in ferro modulabile costruita dalle mani sapienti degli uomini del posto. E una volta completata l'installazione, un bel fiocco dorato primeggia nel cuore dell'albero, mentre in cima una stella illuminata si trasforma in una sorta di Cometa, un punto di riferimento visibile da ogni angolo del borgo.

Luci colorate

Chi si imbatte per la prima volta con la magia e la suggestione dell'albero della Gnommera "rischia" seriamente di confondere Oliveto Sabino con una località messicana, tanta è la somiglianza - nella cromia - coi i poncho e i sombreri utilizzati nello Stato dell'America centrale. Perchè come se non bastasse l'albero, le stesse pezze create ad uncinetto, prendono il sopravvento anche nelle strutture di vecchi ombrelli ormai dismessi e posizionati sulle illuminazioni del paese, così da rendere le vie colorate ed allegre, due prerogative imprescindibili specialmente quest'anno dove, purtroppo, la pandemia ha ridotto drasticamente i festeggiamenti.

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