Rapporti tra Vaticano e Congo ai minimi storici, il Papa invia nunzio senza l'agreement

Venerdì 6 Luglio 2018 di Franca Giansoldati
Città del Vaticano – I rapporti tra il Vaticano e il Congo sembrerebbero ai minimi storici mentre il paese è sull'orlo di una crisi umanitaria. Dopo le tensioni dell'anno scorso, stamattina il Papa ha disposto di inviare a Kinshasa, per il disbrigo degli affari della Nunziatura Apostolica, l'attuale nunzio in Colombia, monsignor Ettore Balestrero, (che viene spostato dopo cinque anni, come prevede il normale ricambio dei diplomatici) nonostante non abbia ancora ottenuto il gradimento. Uno schiaffo diplomatico per il governo congolese dopo la crisi d'inizio anno che aveva costretto Francesco a richiamare l'allora nunzio  Mariano Montemayor per avere preso le difese dei cattolici congolesi che, a dicembre, chiedevano il rispetto della democrazia e dei patti elettorali non rispettati da Kabila. I cattolici protestavano contro la permanenza al potere del presidente, il cui mandato è scaduto nel 2016. Le manifestazioni erano state soffocate nel sangue e a Montemayor costò cara una coraggiosa dichiarazione. A fronte dell'ennesima violenza il nunzio esortava le diocesi a mobilitarsi massicciamente.

I vescovi congolesi continuano a chiedere a Kabila «l’annullamento delle disposizioni che vietano manifestazioni pacifiche, che si intraprendano azioni legali contro coloro che hanno commesso crimini in occasione delle marce organizzate dal Comitato di coordinamento laico». Inoltre, hanno chiesto di rendere credibile ed efficace l’autorità dello stato per salvaguardare l’integrità del territorio nazionale; di proteggere i confini e garantire la sicurezza della popolazione e delle sue proprietà. Infine, i vescovi invitavano anche la commissione elettorale a rimuovere le ambiguità attorno alla macchina del voto accettando la sua certificazione da parte di esperti nazionali e internazionali.  © RIPRODUZIONE RISERVATA

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