Milano, usa il telefonino in classe e prende sette in condotta. Ma il Tar cancella il brutto voto

Un telefonino requisito in classe, durante la lezione, e la studentessa si ritrova con sette in condotta in pagella. Ma fa ricorso al Tar e il voto viene annullato. E’ successo in una scuola media di Carugate, in provincia di Milano: la ragazzina estrae il telefonino dallo zaino, senza l’autorizzazione dell’insegnante, per fare un video finito poi anche sui social network, così l’istituto decide di applicare un richiamo scritto (una sanzione disciplinare) e soprattutto le affibbia un sette in condotta. Decisioni, però, tutte annullate dal Tar della Lombardia dopo il ricorso dei genitori dell’adolescente. Il motivo: secondo i giudici, gli insegnanti non hanno ascoltato la versione della ragazzina.

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MINISTERO PARTE CIVILE
La scuola in sostanza, scrivono i giudici (presidente Ugo Di Benedetto) nella sentenza, non hanno rispettato il «principio del contraddittorio» non avendo «inviato all’interessata alcuna contestazione degli addebiti e non avendo, a maggior ragione, provveduto ad acquisire, nel corso del procedimento, le ragioni dell’incolpata». Anche la valutazione della condotta, spiega la terza sezione del Tar, è «affetta da illegittimità in quanto basata, a quanto risulta e in mancanza di ulteriori specificazioni da parte dell’Amministrazione intimata, su un unico episodio peraltro neppure adeguatamente ricostruito». Per «resistere» al ricorso presentato dai genitori della ragazzina su quel fatto, avvenuto nell’anno scolastico 2016-2017, si è costituito nel procedimento anche il ministero dell’Istruzione.

COLLOQUIO INFORMALE
I giudici chiariscono, però, che nel «regolamento recante lo statuto delle studentesse e degli studenti della scuola secondaria» si dice espressamente che «nessuno può essere sottoposto a sanzioni disciplinari senza essere stato prima invitato ad esporre le proprie ragioni». L’alunna «è stata sentita» dall’insegnante che era in classe ma solo in via «informale» e non è stato nemmeno accertato se la ragazzina fosse consenziente o meno «alla successiva pubblicazione del video» sui social. Così i giudici hanno annullato la sanzione inflitta nel febbraio 2017 e il verbale del consiglio di classe che assegnò il 7 in condotta.
Lunedì 18 Giugno 2018 - Ultimo aggiornamento: 22:46

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5 di 5 commenti presenti
2018-06-18 14:08:42
Ennesima dimostrazione di una magistratura fuori dal mondo, priva di ogni pur minimo buon senso. Anche in questo ambito, SALVINI SBRIGATI.
2018-06-18 12:58:30
"principio del contraddittorio"? Una volta il contraddittorio consisteva nei ceffoni dei genitori ai figli.
2018-06-18 12:40:25
come è umano il TAR, ma non erano stati aboliti?
2018-06-18 11:35:01
Bah,a scuola i telefoni devono restare spenti,a meno di emergenze o situazioni di comprovata necessità.Per tutto il resto,il telefono non deve essere usato!Secondo i giudici,gli insegnati avrebbero dovuto inviare una pec ai genitori della minorenne? Assurdo,dai! Ancora con questo perbenismo e lassismo che come sappiamo ci hanno portato alla situazione attuale.
2018-06-18 11:18:42
la giustizia italiana, uno dei cancri di questo paese. Un suggerimento a tutti gli studenti seri, intelligenti e capaci: scappate da questo paese, andate a lavorare all'estero che ormai l'Italia è destinata alla distruzione
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