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Tria stretto tra partiti e mercati: «Scarse risorse a disposizione»

Tria stretto tra partiti e mercati: «Scarse risorse a disposizione»
di Marco Conti
4 Minuti di Lettura
Sabato 4 Agosto 2018, 08:40
Due ore di riunione con un due obiettivi: dare ai mercati un messaggio di unità e responsabilità e spiegare ai ministri che i conti peggiorano e che i margini sono ridottissimi. Il super vertice organizzato ieri a palazzo Chigi dal ministro dell'Economia Giovanni Tria - forse non l'ultimo prima della pausa estiva - sulla legge di Bilancio smorza toni, contrapposizioni e, forse, anche qualche velleità. Intorno ad un tavolo il premier Conte, il vice Di Maio, il sottosegretario Giorgetti, la ministra della Difesa Tria e, a conferma dell'attenzione per come vengono percepite all'estero le mosse del governo, i ministri delle politiche comunitarie Savona e degli Esteri Moavero.

IL TERRORE
Con i mercati in minacciosa attesa, come emerge dallo spread, c'è poco da scherzare e il timore che si possa ripetere il film dell'agosto del 2011 - con la speculazione scatenata e il governo che dovette predisporre tre manovre di seguito - obbliga tutti alla prudenza nella «ricognizione», come la definisce il premier Conte, delle cose da fare per «uno stabile processo di crescita e di sviluppo sociale». Ma poichè i mercati guardano e leggono le dichiarazioni del ministro dell'Economia, il comunicato diffuso al termine della riunione rende bene l'attenzione con la quale si sta muovendo il governo.

Tria esprime «soddisfazione per l'accordo sulle linee del quadro programmatico proposte, che confermano la compatibilità tra gli obiettivi di bilancio già illustrati in Parlamento e l'avvio delle riforme contenute nel programma di governo in tema di flat tax e reddito di cittadinanza». «Accordo» e «avvio» le due parole chiave. La prima serve per azzerare le voci circolate nei giorni scorsi su possibili attriti tra il titolare dell'Economia e i colleghi di governo. Uno scontro tra il responsabile del Mef e i ministri in pressing su flat tax e reddito di cittadinanza che ha allarmato gli investitori.

L'uso del termine «avvio» indica invece la comune volontà del governo, e dei partiti che lo sorreggono, di voler solo cominciare il percorso delle due misure che stanno a cuore a M5S e Lega. Sembra quindi di capire che su queste si procederà per gradi seguendo il principio della compatibilità con i paletti Ue e non verranno realizzate in un solo colpo aumentando enormemente il deficit. Il peggioramento dei conti, dovuto alla minor crescita e alla frenata dell'export dovuta ai dazi, non concede infatti molti margini a Tria che ieri mattina ha spiegato ai colleghi la situazione delle finanze pubbliche e formulato ipotesi a seconda degli scenari che potrebbero prodursi nelle prossime settimane.

Nel giro di due mesi lo spread è salito di cento punti, ma a preoccupare non è tanto l'aumento del costo del collocamento dei titoli pubblici quanto le ripercussioni sul sistema bancario. Le banche hanno oltre 350 miliardi di debito pubblico nel portafoglio e un deprezzamento dei titoli di Stato può mettere a rischio la capitalizzazione. Tutto ciò Tria lo ha spiegato più volte ai suoi colleghi ai quali ha anche chiesto di mettere a punto un quadro delle risorse finanziarie necessarie ministero per ministero. Senza contare che il timore che i conti non possano alla fine tornare è dato anche dall'attesa con la quale il governo segue il responso che a fine mese daranno le agenzie di rating Fitch e Moody's sul nostro debito.

LE FANTASIE
Meno di quattro settimane per convincere agenzie di rating e investitori che ciò che è stato scritto nella prima bozza del programma di governo - che di fatto non escludeva l'uscita dell'Italia dalla moneta unica - erano solo fantasie iniziali del governo giallo-verde. Fantasie che ieri però Matteo Salvini, intervistato dal Foglio, in un certo senso ha riproposto dicendo, con riferimento all'euro e a Schengen, che solo la morte è irreversibile. Ieri Salvini non c'era quando Tria a palazzo Chigi ha fatto il punto sulle situazione illustrando il peggioramento dei conti. Ma presto ci sarà una nuova super-riunione.
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