Putin-Erdogan, vertice di distensione: «Mosca rimuoverà sanzioni contro Ankara»

Erdogan e Putin
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Martedì 9 Agosto 2016, 13:41 - Ultimo aggiornamento: 10 Agosto, 19:06

«Sono stato uno dei primi a telefonarle per esprimere il mio sostegno dopo il tentativo di colpo di Stato. Lo voglio ribadire: è una posizione di principio, noi siamo contrari a ogni stravolgimento illegale dell'ordine costituzionale. Spero che sotto la sua guida la Turchia risolva i problemi attuali». Così Vladimir Putin in apertura dei colloqui con l'omologo turco Recep Tayyip Erdogan a San Pietroburgo.

«La sua visita - ha aggiunto Putin - avviene nonostante la difficile situazione politica in Turchia e dimostra che tutti noi vogliamo riprendere il dialogo e normalizzare le relazioni nell'interesse dei popoli turco e russo». «Oggi - ha sottolineato il presidente russo - abbiamo l'opportunità di parlare a fondo dei nostri rapporti bilaterali, inclusa la ripresa dei nostri rapporti commerciali ed economici, e la cooperazione nella lotta al terrorismo».

Putin ha annunciato che la Russia rimuoverà gradualmente le sanzioni verso la Turchia, mentre Erdogan ha detto che Ankara è pronta a fornire gas russo all'Europa rilanciando il progetto per la realizzazione del gasdotto Turkish Stream. Inoltre Erdogan ha detto che «Intendiamo sviluppare rapporti con la Russia nel settore della Difesa», senza fornire ulteriori dettagli salvo la speranza che «l'asse di amicizia fra Mosca e Ankara venga ripristinato».

Putin ha anche sottolineato che i colloqui con Erdogan sono stati costruttivi e importanti per le relazioni bilaterali, e che la Russia e la Turchia condividono una posizione comune sulla lotta al terrorismo.

Il vertice segna un avvicinamento strategico tra i due ex nemici. In cima all'agenda ci sono i rapporti economici. Si tratta della prima volta che Erdogan lascia Ankara dal fallito golpe del 15 luglio nonché del primo incontro dalla crisi diplomatica esplosa nel novembre dello scorso anno, quando un F-16 turco ha abbattuto un jet militare russo che dalla Siria era entrato nel territorio della Turchia.

Quello di oggi tra Erdogan e Putin rappresenta il coronamento di sforzi diplomatici di mesi per ricucire i rapporti tra i due Paesi, «una nuova pagina nelle nostre relazioni», ha detto alla vigilia della partenza il presidente turco. Come anticipa l'agenzia di stampa Anadolu, nei colloqui si parlerà di collaborazione in progetti energetici (Erdogan ha annunciato ieri di voler rilanciare la costruzione del gasdotto Turkish stream con Mosca sospesa nei mesi scorsi), nel turismo, di esportazione di prodotti alimentari e industriali, oltre che di nuovi investimenti e dell'impegno reciproco per aumentare il volume degli scambi commerciali.

Due mesi prima della crisi diplomatica del novembre 2015 Russia e Turchia avevano concordato di aumentare gli scambi commerciali a un volume d 100 miliardi di dollari entro il 2023. Secondo l'Istituto di statistica turco il commercio tra i due Paesi è aumentato del 18 per cento tra il 2010 e il 2014 superando i 30 miliardi d dollari. Dati ufficiali forniti dagli istituti di statistica di Ankara e Mosca mostrano inoltre che lo scorso anno la Russia era la seconda maggiore destinazione per le esportazioni di prodotti turchi e la terza fonte di importazione per la Turchia.

Nei prossimi sei mesi del 2016, però, le esportazioni dalla Turchia alla Russia sono calate del 60,5 per cento, ovvero a 737 milioni rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. La crisi diplomatica ha anche avuto effetti negativi sul turismo dopo che Mosca ha vietato la vendita di pacchetti turistici e i voli charter verso la Turchia. A causa di queste restrizioni la Turchia ha perso 840 milioni di dollari di entrate dal turismo nella prima metà dell'anno e il numero di visitatori russi in Turchia è calato dell'87 per cento rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. Il 30 giugno la Russia ha tolto il veto sui voli turistici in Turchia dopo una conversazione telefonica tra Putin ed Erdogan. 

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