Giappone, trovati vascelli alla deriva con scheletri e corpi in decomposizione

Martedì 1 Dicembre 2015 di Federica Macagnone
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"Vascelli fantasma" al largo delle coste giapponesi, apparsi dal nulla in quella che ha tutti i contorni dell'ennesima tragedia della disperazione: quella di chi sperava di fuggire dall'oppressione e ha finito per trovare la morte in mare. Sono almeno otto le imbarcazioni di legno alla deriva scoperte dalla Guardia costiera da ottobre a oggi: a bordo nessun segno di vita, tranne una ventina di corpi in decomposizione, due dei quali decapitati, scheletri, un pezzo di stoffa che sembra appartenere a una bandiera nordcoreana e, su alcuni scafi, la scritta "Esercito del popolo della Nord Corea".

La provenienza non è ancora stata proclamata ufficialmente, ma tutti gli indizi portano ovviamente a pensare che si tratti, appunto, di natanti nordcoreani. Resta da stabilire se gli equipaggi a bordo fossero costituiti da marinai che non erano riusciti a fronteggiare il mare e avevano inesorabilmente perso la rotta o se si trattasse di persone che tentavano di fuggire dal regime dittatoriale di Kim Jong-un.

«Non sembra esserci dubbio - ha detto alla Cnn John Nilsson-Wright, capo del Chatham House policy institute’s Asia program - che queste barche vengano dalla Corea del Nord , soprattutto dopo aver visto le iscrizioni sugli scafi e la rudimentale tipologia delle imbarcazioni».

«Si tratta di barche in legno vecchie e pesanti - ha specificato un esperto marittimo, Yoshihiko Yamada a NHK - Non sono mezzi in grado di viaggiare velocemente e non hanno motori abbastanza potenti da poter affrontare efficacemente le correnti. In realtà, ci sembra che ora ci sia solo da stabilire da quanto tempo quegli uomini fossero in viaggio e cosa li abbia portati fuori rotta». Ultimo aggiornamento: 3 Dicembre, 12:09

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