Disastro Germanwings, procedura dell'Unione Europea contro la Germania

Disastro Germanwings, procedura dell'Unione Europea contro la Germania
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Sabato 30 Maggio 2015, 21:39 - Ultimo aggiornamento: 1 Giugno, 11:47

Il colpo di coda dell'Amok-Pilot (il pilota serial killer), che ha schiantato l'aereo di Germanwings sulle Alpi francesi, potrebbe essere una procedura d'infrazione per violazione dei trattati Ue contro la Germania.

La Commissione europea minaccia di mettere Berlino nel mirino per mancanze nei controlli sull'idoneità di volo dei piloti. E l'Ue potrebbe avviare l'azione già a giugno. L'indiscrezione pubblicata dalla Welt am Sonntag, secondo un'anticipazione, trova eco nella conferma dell'esame in corso, a Bruxelles. La Commissione Ue «sta attualmente valutando le risposte fornite dalle autorità tedesche» sulla base di irregolarità riscontrate nei controlli previsti dall'Agenzia europea per la sicurezza aerea, ha detto un portavoce dell'esecutivo Ue.

«Se le misure correttive non dovessero essere in linea con gli standard Ue, la Commissione avvierà le azioni necessarie». Il 24 marzo, secondo l'inchiesta di due procure (francese e tedesca) Andreas Lubitz, copilota di 27 anni della filiale di Lufthansa ha causato volontariamente l'incidente di un Airbus con a bordo 149 persone, in volo da Barcellona a Duesseldorf, dopo essersi barricato nel cockpit, lasciando fuori il comandante che gli aveva ceduto i comandi per andare in bagno.

Tutto registrato dalla scatola nera, che ha restituito la sequenza agghiacciante degli ultimi minuti vissuti sull'aereo, col pilota che intimava al suo secondo «apri questa maledetta porta!». Alle responsabilità del giovane, ritenuto inizialmente insospettabile, si sono sommate quelle di chi gli aveva rilasciato l'idoneità di volo: col procedere delle indagini è emerso infatti che Lubitz avesse avuto precedenti per depressione e tendenze suicide, prima di intraprendere la carriera di pilota, che gli avevano fatto sospendere l'addestramento. La licenza, ottenuta successivamente, era rimasta contrassegnata da un «sic», una sorta di riserva, che avrebbe reso necessari controlli periodici sulla sua salute. Quando Lubitz ha distrutto l'aereo era verosimilmente ripiombato in uno stato di profondo malessere psicologico: a casa del copilota, gli inquirenti hanno trovato sonniferi, psicofarmaci e ricette mediche che documentavano i disagi del giovane, alle prese con un problema alla vista dovuto a un incidente stradale subito alla fine dell'anno scorso.

In tutta questa vicenda, la filiale di Lufthansa è finita chiaramente nel mirino per la superficialità dei controlli: due medical center della compagnia avevano rilasciato l'idoneità a Lubitz, nel 2009 (poco dopo l'emersione della depressione) e, recentemente, nel 2014. Mentre una commissione tedesca di esperti si sta interrogando su come rendere più sicuro volare in futuro, la Germania risponde dei suoi standard di sicurezza di fronte all'Easa. «Sulla base delle raccomandazioni di quest'ultima, la Commissione Ue, ha spiegato un portavoce, ha indirizzato una serie di questioni alle autorità tedesche, le cui risposte sono al momento in fase di esame da parte di Bruxelles. Solo se le misure correttive non sono in linea con gli standard europei, la Commissione intraprenderà le azioni necessarie a livello Ue.

E non sarebbe l'unica procedura in vista. Sempre Welt ha affermato che Bruxelles sarebbe pronta ad agire anche contro il pedaggio autostradale voluto dalla Csu bavarese e varato recentemente dal Bundesrat. Discrimina gli stranieri, sarebbe il verdetto, secondo una fonte ben informata.

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