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Cuba, Obama e Raul Castro a Panama. Stretta di mano fra Kerry e il ministro dell'Avana Rodriguez

Cuba, Obama e Raul Castro a Panama. Stretta di mano fra Kerry e il ministro dell'Avana Rodriguez
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Venerdì 10 Aprile 2015, 11:49 - Ultimo aggiornamento: 11 Aprile, 08:26
La seconda telefonata in 50 anni. E il primo storico incontro. Barack Obama e Raul Castro si apprestano ad aprire un nuovo capitolo nella storia delle relazioni fra Stati Uniti e Cuba: i due presidente si sono parlati telefonicamente prima del Vertice delle Americhe, dove si incontreranno nelle prossime ore.



Un primo contatto si avrà alla cena che dà il calcio d'inizio al vertice, ma il faccia a faccia informale è in calendario domani. «Non vogliamo essere imprigionati nel passato. Quando qualcosa non funziona per 50 anni, non si continua a ripeterla, si prova qualcosa di diverso», ha detto Obama poco prima di partire per Panama.



«Dobbiamo superare alcuni dei vecchi schemi», ha aggiunto, spiegando il suo tentativo di normalizzare le relazioni con Cuba dopo 50 anni di gelo. Una normalizzazione che vuole «il 97% dei cubani», ha affermato la Casa Bianca, ammettendo comunque che si tratta di un processo lungo, anche se i primi frutti si vedono già, come lo sbarco di Airbnb a Cuba. Il disgelo delle relazione parte dalla politica di impegno di Obama verso tutti, anche verso quei Paesi una volta considerati nemici.



Una politica che già in passato ha portato risultati, ha sottolineato la Casa Bianca citando l'esempio del Vietnam. Lo storico faccia a faccia arriva dopo la rapida stretta di mano fra i due al funerale di Nelson Mandela nel dicembre 2013. E apre plasticamente l'era del disgelo, dopo l'annuncio del riavvio dei contatti fra i due Paesi.



A muovere il primo passo oggi è stato il segretario di Stato, John Kerry, incontrando l'omologo cubano, Bruno Rodriguez, in quello che rappresenta l'incontro di più alto livello diplomatico fra Washington e L'Avana in più di mezzo secolo. Si è trattato di una conservazione «lunga e molto costruttiva».



Con in tasca il potenziale accordo con l'Iran, Obama si appresta così a buttare giù un altro muro e ad allungare la mano a un altro 'nemicò storico, Cuba, che potrebbe presto rimuovere dalla lista nera dei paesi che sponsorizzano il terrorismo. Il Dipartimento di Stato - secondo un portavoce della commissione degli Affari esteri del Senato - avrebbe raccomandato di rimuovere Cuba dalla lista dei Paesi sponsor del terrore. Obama dovrebbe dirsi d'accordo ma non è chiaro quando ci sarà l'annuncio, tantomeno se ci sarà durante il vertice.



La Casa Bianca per ora si mantiene cauta: il processo di esame è ancora in corso. L'uscita di Cuba dalla lista nera sarebbe un ulteriore passo in avanti nel tentativo di riallacciare le relazioni diplomatiche fra i due paesi, interrotte nel 1961 da Washington. E sarebbe molto popolare in America Latina, i cui governi hanno più volte chiesto agli Stati Uniti di rivedere la loro politica su Cuba. «La politica attuata con Cuba ha isolato diplomaticamente gli Stati Uniti nelle Americhe», ha ammesso la Casa Bianca.