Brasile, denunciati gli ex presidenti Lula e Rousseff per i fondi neri Petrobras: associazione a delinquere

Brasile, denunciati gli ex presidenti Lula e Rousseff per i fondi neri Petrobras: associazione a delinquere
di Francesco Padoa
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Mercoledì 6 Settembre 2017, 18:25 - Ultimo aggiornamento: 7 Settembre, 18:35

Il procuratore generale brasiliano, Rodrigo Janot, ha presentato denuncia alla Corte suprema contro gli ex presidenti della Repubblica, Luiz Inacio Lula da Silva e Dilma Rousseff, nell'ambito dell'inchiesta Lava Jato sui fondi neri Petrobras, la Mani Pulite locale. Lula e Dilma, insieme ad altri sei importanti esponenti del loro Partito dei lavoratori (Pt, di sinistra), sono accusati di associazione per delinquere.
Secondo Janot, esistono forti indizi che il Partito dei lavoratori fondato da Lula abbia formato una «organizzazione criminale» per fuorviare denaro dal colosso statale del petrolio, Petrobras. Gli accusati, in particolare, tra il 2002 e il 2016 avrebbero ricevuto tangenti per un ammontare complessivo di 1,5 miliardi di reais (oltre 400 milioni di euro). Per il procuratore generale, Lula è stato il «grande ideatore della creazione di questa organizzazione criminale».
In serata Jabot ha presentato una nuova denuncia alla Corte suprema contro Lula e Rousseff. Stavolta le accuse agli ex capi di Stato sono relative al tentativo di nominare Lula ministro della Casa Civile, a marzo dell'anno
scorso durante il governo Rousseff, per sfuggire alle indagini. È la seconda denuncia, questa per ostruzione della giustizia,  mossa da Janot nei confronti di Lula e Dilma nelle ultime ventiquattro ore.


«ORGANIZZAZIONE CRIMINALE»
Secondo il giornale O Globo, l'accusa ha spiegato che almeno dalla metà del 2002 fino al 2016 Lula e Roussef hanno strutturato e utilizzato un'organizzazione criminale per commettere reati, specialmente contro l'amministrazione pubblica. Per il procuratore generale, Lula è stato il «grande ideatore della creazione di questa organizzazione criminale», grazie alla quale avrebbero ricevuto tangenti per un ammontare complessivo di 1,5 miliardi di reais (oltre 400 milioni di euro). Per Rousseff sono le prime accuse formali dopo l'impeachment di un anno fa, Lula è invece imputato in un altro processo per corruzione e ne rischia almeno altri quattro.

PROCURA SOTTO ACCUSA
Velate accuse alla procura generale e alla Corte suprema brasiliane nella registrazione di un dialogo tra due imprenditori denunciati per corruzione e divenuti collaboratori di giustizia: nell'audio, ora in mano agli inquirenti e divulgato da alcuni media, il proprietario del colosso Jbs, Joesley Batista, e un dirigente della stessa impresa, Ricardo Saud, fanno i nomi di importanti esponenti del sistema giudiziario - tra cui Marcello Miller, ex braccio destro del procuratore generale Rodrigo Janot - affermando di poterli 'manipolarè per ottenere favori e sconti di pena.

UNO SCANDALO DIETRO L'ALTRO
Intanto, in un sistema che appare sempre più travolto dalla corruzione, proprio ieri la polizia federale brasiliana ha scoperto decine di scatoloni e valigie colme di denaro in un appartamento di Salvador de Bahia che sarebbe stato ceduto all'ex ministro della Segreteria del governo, Geddel Vieira Lima, arrestato a luglio e considerato uno degli alleati più fedeli del presidente della Repubblica, Michel Temer. Secondo gli agenti, l'immobile veniva usato dal politico «come 'bunker' per raccogliere contanti». Gli inquirenti sospettano anche che servisse all'ex ministro per nascondere prove di atti illeciti.
Nel frattempo appare a rischio annullamento la
delazione premiata (confessione in cambio di uno sconto di pena) firmata dall'imprenditore Joesley Batista, grande accusatore del presidente brasiliano, Michel Temer: lo ha reso noto il procuratore generale, Rodrigo Janot, spiegando che il manager avrebbe omesso informazioni importanti agli inquirenti. Proprio grazie alle prove fornite da Batista, il capo di Stato è stato denunciato (e in seguito prosciolto dalla Camera dei deputati) per corruzione. Osservatori ora ritengono improbabile una seconda denuncia nei confronti di Temer basata su ulteriori dichiarazioni dello stesso imprenditore.
 

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