Oggi l'addio a Tiziana, il parroco: «Nessuno si permetta di giudicare»

Giovedì 15 Settembre 2016 di Pino Neri
Oggi l'addio a Tiziana, il parroco: «Nessuno si permetta di giudicare»

I funerali di Tiziana si terranno oggi nel primo pomeriggio, nella chiesa madre di San Giacomo a Casalnuovo. Il corpo giungerà qui per la veglia funebre alle 11,30. Dice il parroco, Don Giuseppe Ravo: «Io conosco lo zio di Tiziana, Franco Giglio, imprenditore di Casalnuovo.  A ogni modo qui nessuno può giudicare o condannare. Solo il Signore consosce l'intimo e i pensieri degli uomini. C'è un versetto di un salmo che dice: Signore, tu mi scruti e mi conosci, tu mi conosci più di me stesso, fin dentro le mie viscere. E si avvera quella terribile frase: homo homini lupus. Questa è la società: invece di vivere in comunione viviamo in solitudine, ciascuno chiuso nel proprio interesse. Non vivendo la nostra natura, che è una natura socievole. Ci troviamo nell'anno della misericordia e del perdono. Usiamo questo grande atto di amore che favorisce in noi il vivere insieme e non certo l'uso distorto dei mezzi di comunicazione di oggi. I social, i media, devono essere usati per la cultura, per la vera informazione e non per creare disagi, scandali, odio».

Proprio qui, a Casalnuovo - continua il sacerdote che celebrerà le esequie - «nel 1993 si svolse una conferenza sull'inizio dell'era digitale. Un esperto disse che di lì a venti anni ci sarebbero stati in Italia più telefonini che esseri umani: ora abbiamo 80 milioni di cellulari e 60 milioni di abitanti». Il sindaco di Casalnuovo Massimo Pelliccia, reduce dalla sua visita di condoglianze alla mamma della ragazza, è molto duro: «Morire di web, morire di violenza. Il suicidio di Tiziana, la 31enne che ha deciso di arrendersi alla vita perché sopraffatta dalla gogna mediatica, non può lasciare nessuno indifferente. Esistono infiniti modi di ammazzare una persona: nell'era della condivisione i leoni da tastiera impugnano un mouse e ammazzano chi gli capita a tiro. Urge una riflessione seria sulla violenza generata da un uso criminale dei mezzi di comunicazione di massa e soprattutto servono pene esemplari per chi con gesti, link e condivisioni spinge le vittime in uno stato di isolamento che, nella maggior parte dei casi, sfocia in tragedia. Tutta la nostra vicinanza alla famiglia della giovane Tiziana».

Fino a ieri, negli ambienti vicini alla famiglia della mamma c'era ancora tanta incredulità. A casa della donna regna lo sconforto più profondo: già quando scoppiò lo scandalo che travolse la figlia, la signora Teresa, nel tentativo di salvarla, piegata da una improvvisa depressione fu costretta a lasciare per diverso tempo il lavoro. Ora ci si chiede perché optare per un gesto così estremo proprio quando ormai una sentenza favorevole stava per porre fine alla gogna mediatica. Ma i tempi della giustizia sono lunghi, troppo lunghi per una ragazza fragile e bellissima come Tiziana.

Ultimo aggiornamento: 10:44 © RIPRODUZIONE RISERVATA