CORONAVIRUS

Zaia: «In Veneto oggi 76 morti. Fino ad aprile non la sfangheremo, piano per l'emergenza»

Mercoledì 25 Novembre 2020
Zaia: «In Veneto oggi 76 morti. Fino ad aprile non la sfangheremo, piano per l'emergenza»

Covid, il bollettino emesso dalla Regione Veneto riporta oggi mercoledì 25 novembre 2020 76 nuovi decessi (ieri erano 95), dato che porta a 3.353 le morti complessive. I casi attualmente positivi sono 75.138. Il Veneto, dunque, sfonda oggi il tetto dei 130 mila positivi dall'inizio della pandemia. Con i 2.660 casi registrati nelle ultime 24 ore il totale dei contagiati della regione sale a quota 130.076.

 

Zaia: «Fino ad aprile non la sfangheremo»

 

«La stagione non porta bene, questa è una variante dell'influenza per cui non abbiamo il vaccino. Immagino che fino ad aprile non la sfangheremo», dice il presidente del Veneto Luca Zaia. «Andremo sulle montagne russe - ha proseguito -, diventerà 'familiare' la gestione di questi flussi, c'è speranza nel vaccino e nella buona stagione. Finire la vaccinazione a fine 2021, come dice Fauci, sarebbe il massimo», ha concluso.

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Indicazioni per la montagna

 

«La montagna ha solo due problemi: l'assembramento all'impianto e il trasporto. I rifugi sanno già quale è il rispetto delle regole, sono come i ristoranti», ha affermato il presidente del Veneto Luca Zaia. «Noi - ha aggiunto - abbiamo fatto proposta dell'uso della mascherina e dei distanziamenti. Se invece si decide di chiudere ci vuole certezza sui ristori, senza tante fantasie: si guarda il fatturato prima del Covid, si fa la proporzione sui giorni in cui non c'è, diamo uno sconto del 10-20-30%, alla tedesca, e via. Molte misure non decollano perché non c'è certezza del ristoro, e molti ci dicono che è meglio chiuderli», ha concluso.

«Come Regione - ha proseguito Zaia - abbiamo presentato le linee guida, tocca al Cts esprimersi. Se oggi fossero aperti gli impianti sciistici, l'ordinanza anti assembramenti del Veneto eviterebbe le passeggiate nella città turistica invernale. Il vero tema è capire se si rischia e quanto si rischia. Dobbiamo capire il punto di equilibrio guardando comunque al fatto che prima conta la salute», ha concluso.

 

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Zaia: «Scuole riaperte il 9 dicembre? Non vorrei leggenda metropolitana»

 

«Sentiamo dire che si vorrebbe riaprire la scuola il 9 dicembre. È una leggenda metropolitana? Non so. Qualcuno ce lo dica». Lo ha detto ai giornalisti il presidente del Veneto Luca Zaia. «Per le Regioni - ha aggiunto - c'è il problema dei trasporti, coinvolge la scuola, la sanità, la protezione civile. Vorremmo capire cosa succede con il Dpcm del 3. Non possiamo rinviare - ha concluso - alla conferenza stampa o alla diretta Facebook».

«Primo - ha puntualizzato Zaia - la scuola in presenza è doverosa e importante; secondo, la scuola è competenza nazionale, terzo, la chiusura è stata decretata da un Dpcm, quarto, condivido che sia chiusa in questa fase, quinto, penso sia sbagliato aprire il 9 dicembre per chiudere a Natale. Concentriamoci su una data, tipo il 7 gennaio, per accompagnare il percorso guardando all'andamento dell'infezione. Altrimenti è come la roulette russa, non per i ragazzi ma per la circolazione del virus», ha concluso.

 

 

Zaia: «Rischiamo la figura dei dimenticati»

 

«Davanti alle notizie che si rincorrono, la Svizzera che riapre, l'Austria pure, tutto questo ci fa fare figura della periferia, dei dimenticati». Lo ha detto il presidente del Veneto Luca Zaia, a proposito delle prospettive per la stagione invernale. «Abbiamo chiesto - ha aggiunto - una convocazione con i ministri Speranza e Boccia, ho parlato con Bonaccini, Toti e Kompatscher per avere un confronto su Dpcm, siamo disponibili a tutte le ore, sul rinnovo del Dpcm e per discutere la partita della neve».

 

 

I dati del Veneto

 

  • Belluno fase 5 ricoveri e sono in crescita, terapie intensive in fase 4
  • Padova fase 4 con i ricoveri, fase 4 terapie intensive
  • Treviso fase 5 ricoveri, fase 4 con le terapie intensive
  • Venezia fase 4 avanzato con i ricoveri, fase 4 terapie intensive
  • Vicenza fase 5 con i ricoveri, fase 4 terapie intensive
  • Verona fase 5, sta entrando, con i ricoveri, terapie intensive fase 4 con tendenza alla 5
  • Rovigo fase 4 con i ricoveri, sta lasciando al fase 3, e fase 3 con le terapie intensive e in trend di calo

 

Fascia 5

 

«Siamo in 'fascia 5' con tutte le province per i ricoveri, e stiamo facendo un lavoro di divisione in fasi operative per l'organizzazione degli ospedali». Lo ha detto il presidente del Veneto Luca Zaia, illustrando i dati sull'epidemia in Veneto. «Per le terapie intensive siamo in fase 4, e stiamo utilizzando bene gli ospedali di comunità», ha aggiunto. Tra e province, Belluno risulta in fase 5 per i ricoveri e 4 nelle terapie; Padova in fase 4 con ricoveri e terapie; Treviso in fase 5 per ricoveri, 4 per terapie; Venezia in fase 4 'avanzatà nei ricoveri, 4 per terapie; Vicenza in fase 5 nei ricoveri e 4 nelle terapie; Verona in fase 5 'ai limitì per i ricoveri, in fase 4 tendenza 5 per le terapie; Rovigo in fase 4 per ricoveri, 3 per le terapie intensive. «È una fase importante - ha aggiunto Zaia - dove 2.853 posti letto occupati valgono cinque grandi ospedali. La coperta del personale è corta, molto è precario, di cooperative, di enti territoriali che hanno condizioni contrattuali diverse», ha concluso il governatore del Veneto.

 

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Ultimo aggiornamento: 26 Novembre, 09:39 © RIPRODUZIONE RISERVATA