Conte sfida la Ue ma si tratta sul rinvio della procedura: mercoledì vertice di governo

Lunedì 17 Giugno 2019
Giuseppe Conte

«No al primato della finanza in Europa». Giuseppe Conte pone questo messaggio, tutto politico, al centro della lettera che invierà, probabilmente giovedì, alle istituzioni e ai partner europei. Vuol dire no a un'Europa di soli vincoli e regole. È il messaggio che Matteo Salvini e Luigi Di Maio sposano, in un clima che Conte definisce di «rinnovata fiducia e dialogo» nel governo. Ma fuori dal perimetro dei principi, c'è la via strettissima di una procedura d'infrazione imminente.

Salvini, dagli Usa, piccona: accusa la Ue di voler far fare all'Italia la fine della Grecia. Il timore è che la levata di scudi del leader leghista irrigidisca l'Ue e impedisca di ottenere anche l'obiettivo minimo di un rinvio della decisione europea. Ma il premier prova a smorzare i toni e convoca per mercoledì un vertice con i suoi vice per aprire, a margine del Consiglio Ue di giovedì e venerdì, la trattativa.

Conte e Salvini, come rivela lo stesso premier da Parigi, si sono sentiti domenica al telefono, prima della partenza del ministro dell'Interno per Washington. Sono d'accordo che leggeranno insieme il testo della lettera all'Ue preparata dal presidente del Consiglio, prima che lui la invii. Conterrà una dichiarazione di principio condivisa dai due azionisti di governo: bisogna cambiare le regole Ue perché le politiche di austerità non si traducano in tagli ai servizi per i cittadini.

Ma nel governo si pesano anche le virgole perché - i Cinque stelle ne sono convinti - sulla trattativa con l'Ue Salvini cerca un pretesto per rompere. Dagli Usa il leader leghista nega di cercare un'investitura trumpiana per tornare alla Casa Bianca da premier, ma gli attacchi alla Francia e alla Germania, le prese di posizione su Cina, Iran, Venezuela, inducono gli alleati a sospettare che stia cercando uno «sponsor» forte. È per questo che anche nel riunire i ministri M5s, Di Maio è attento a rilanciare l'azione pentastellata nel governo, senza fornire alla Lega appigli per rompere.

Il leader del Movimento rilancia su tre priorità che sono salario minimo, conflitto d'interessi e taglio del cuneo fiscale. Serve a riaffermare la impronta M5s e ribattere alle critiche dei movimentisti alla Di Battista. Ma vengono scelti terreni su cui un'intesa con la Lega si può trovare. Di Maio ferma per ora il tentativo leghista di modificare il decreto dignità. Mentre sullo spinoso dossier giustizia, che vedrà mercoledì al tavolo Alfonso Bonafede e Giulia Bongiorno, l'idea è prendere tempo. Guadagnare un mese o due è l'ipotesi che fonti di Bruxelles reputano la più realistica anche nella trattativa con la Commissione europea. Con il no fermo di Salvini a una manovra correttiva, quello che il governo sembra oggi disposto a concedere all'Ue è l'impegno, nell'assestamento di bilancio di fine giugno, a impiegare i risparmi di quota 100 e reddito di cittadinanza per abbassare il deficit. In più, si confida di poter mettere a verbale maggiori entrate e minori spese. E Conte punta anche sui colloqui che avrà con Angela Merkel e i vertici delle istituzioni Ue (annuncia un contatto con Donald Tusk), dopo quello con Emmanuel Macron. Ma alla fine il risultato più realistico viene considerato quello di ottenere più tempo per scavallare l'estate e chiudere anche la finestra del voto a settembre.
 


A dare una mano, potrebbe esserci lo stallo delle nomine Ue e la proroga dell'attuale commissione. A complicare la situazione - lo dirà Conte ai suoi vice nel vertice di mercoledì - ci sono invece i toni da battaglia di Salvini. Il premier prova a smorzare ed evita di entrare in polemica quando la Lega accusa l'Ue di voler «ammazzare» l'Italia come la Grecia. La convinzione è che un conto siano le dichiarazioni, altro le posizioni che si tengono al tavolo della trattativa. Come sulla manovra, alla fine Conte e Tria sperano di spuntarla. Salvini però teme che cedano e tiene alta la guardia: è vero che una procedura d'infrazione legherebbe le mani all'Italia per anni, ma l'Italia non è la Grecia e l'Europa deve tenerne conto, è il suo ragionamento. C'è chi nello stesso governo lo considera un azzardo: anche ad Atene l'Ue, spiegano, concesse due mesi di tempo, poi però la procedura partì. 

Ultimo aggiornamento: 21:28 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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