Statali, aumenti da 90 euro in busta paga: stanziamento di 3,2 miliardi di euro

Giovedì 17 Ottobre 2019
Statali, aumenti da 90 euro in busta paga: stanziamento di 3,2 miliardi di euro

Statali, aumenti da 90 euro in busta paga e superamento del turnover, con uno ​stanziamento di 3,2 miliardi di euro. Con uno stanziamento di 3,2 miliardi di euro, a tanto ammonta la dote in manovra per gli statali, in busta paga sarebbero possibili aumenti di circa 90 euro mensili lordi. Una media che diventerebbe tangibile dal 2021, stando a stime di Governo.

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Per i sindacati tuttavia il budget non basta. Con quelle risorse, rimarcano, andrebbe alimentato non solo il rinnovo contrattuale ma il cosiddetto «elemento perequativo», finalizzato a non perdere il bonus degli 80 euro, e «l'indennità di vacanza contrattuale», che vige per tutta la fase delle trattative. È proprio quest'ultima la parola chiave. Prima che gli incrementi vengano caricati nello stipendio c'è, infatti, bisogno di un accordo. Sul fronte P.a, l'altra questione aperta è quella delle assunzioni.

La titolare della Funzione pubblica, Fabiana Dadone, riconosce che c'è un «problema organico» e che l'esodo dagli uffici sia «legato a Quota 100», da agosto attiva anche nel settore statale. Ma la ministra assicura che a breve si «aprirà una fase di concorsi» e che il rimpiazzo sarà aiutato da un decreto, in arrivo «tra un mese», che consente «di superare il turnover» nelle Regioni e negli enti locali. Nel senso che se un'amministrazione sta in buona salute dal punto di vista finanziario allora potrà assumere anche oltre i limiti del ricambio, per cui uno esce e uno entra.

Fatta salva la sostenibilità dei conti verrà quindi studiato un algoritmo che calibrerà il reclutamento su altri parametri, in primis la popolazione, ovvero la dimensione demografica del Comune o della Regione. Cgil, Cisl e Uil però chiedono di più, anche perché c'è da rimettere mano al sistema degli inquadramenti, avvertono. Si tratta di ridisegnare, infatti, la mappa dei livelli del pubblico impiego. Ed è certo i sindacati non vorranno che i lavoratori ci rimettano, anzi. Per fare il punto sulle diverse rivendicazioni il 30 ottobre ci sarà un attivo unitario delle tre sigle.

Tuttavia le parti riconoscono «l'impegno» del governo e l'avvio di una stagione di dialogo. Tema su cui insistono. «Chiediamo subito di aprire la trattativa e verificare le risorse necessarie», dice il leader della Uil, Carmelo Barbagallo. La Cgil con Tania Scacchetti chiede che il confronto sia «a tutto campo», non potendo tralasciare la questione del personale, la cui carenza sta provocando, denuncia, «disservizi».

Ultimo aggiornamento: 21:18 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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