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Il Centro guarda al Sud: «Caccia ai voti ex grillini». Proporzionale, Renzi frena

Vertice tra il leader di Iv e Toti: presto iniziativa comune dei gruppi parlamentari

Il Centro guarda al Sud: «Caccia ai voti ex grillini». Proporzionale, Renzi frena
di Alberto Gentili
4 Minuti di Lettura
Venerdì 4 Febbraio 2022, 06:10 - Ultimo aggiornamento: 16:05

Giovanni Toti e Matteo Renzi si sono visti anche ieri mattina, prima del discorso di Sergio Mattarella, per gettare le basi del Grande Centro. I leader di Coraggio Italia e di Italia viva in queste ore stanno lavorando a un'iniziativa congiunta dei gruppi parlamentari centristi: il primo passo verso quella federazione che coinvolgerà anche Noi per l'Italia di Maurizio Lupi, l'Udc di Lorenzo Cesa e moderati vari.

Il Centro guarda al Sud

 

E che potrebbe scegliere di testarsi alle elezioni comunali di maggio o giugno in città come Genova, Palermo, Parma e in altri Comuni capoluogo. «Stiamo pensando già al nome», rivelano fonti renziane.

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La speranza, per ora abbastanza remota, è che al Grande Centro si unisca Forza Italia. Silvio Berlusconi, ormai stufo di Matteo Salvini e decisamente distante da Giorgia Meloni, nelle ultime ore ha impresso un'accelerazione. Ha detto ai suoi di voler «rafforzare l'area del centro, ancorata ai valori del Partito popolare europeo: europeista, atlantista, cattolico e liberale». Quanto di più distante dal sovranismo caro a Salvini e alla Meloni. E Renzi e Toti adesso attendono di capire se l'operazione che ha in mente il Cavaliere resterà all'interno dei confini del centrodestra o si renderà autonoma.
Per Gaetano Quagliariello, leader di Idea ed esponente di Coraggio Italia, è più probabile la seconda strada: «E' evidente che dopo ciò che è accaduto con l'elezione del nuovo capo dello Stato, le coalizioni sono esplose e dunque si è aperto un grande spazio al centro». Traduzione: il partito di Berlusconi sarà spinto verso il Terzo Polo. Da vedere se sarà Forza Italia a condurre le danze, oppure se si spaccherà. Una parte virando a destra, l'altra preservando l'autonomia in una nuova aggregazione centrista. Ipotesi quest'ultima più probabile, se si dovesse varare una riforma elettorale proporzionale. Lo stesso percorso - secondo l'analisi dei centristi - potrebbe essere compiuto da un pezzo dei 5Stelle, a condizione che la resa dei conti tra Luigi Di Maio e Giuseppe Conte porti a una scissione del M5S.

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Nel colloquio, Renzi e Toti hanno discusso soprattutto dell'iniziativa congiunta dei loro gruppi parlamentari, cui seguiranno convegni e assemblee pubbliche. Mettendo a fuoco due temi: la ricostruzione del Paese dopo la pandemia (di cui ha parlato nel suo discorso Mattarella) e come spendere «bene e in fretta» i fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) da oltre 200 miliardi.
LA STRATEGIA
In più, il capo di Italia viva e il governatore ligure hanno cominciato a mettere a punto un abbozzo di strategia elettorale. L'idea è quella di puntare prima di tutto sul Centro-Sud. La ragione la spiega Quagliariello: «Nel Mezzogiorno i 5Stelle alle ultime elezioni hanno raggiunto punte del 50% di consensi. Ora sono evaporati e dunque c'è un elettorato liquido che potrebbe essere intercettato dal Centro moderato. Ma la nostra proposta non potrà essere strabica, dovrà guardare all'intero Paese, partendo però dalle aree più fragili».

 


Altro tema affrontato durante il faccia a faccia tra Toti e Renzi è stata la legge elettorale. Il governatore della Liguria spinge per il sistema proporzionale, in modo da affrancare Forza Italia e altri spezzoni del centro dal vincoli di alleanza con la Lega e FdI da una parte e con il Pd dall'altra. Il leader di Italia viva invece ha ribadito di preferire mantenere inalterata l'attuale legge elettorale. Il motivo l'ha spiegato lasciando l'incontro: «Per me è meglio lasciare tutto così com'è. Con il Rosatellum il Pd deve decidere se inseguire i massimalisti e i populisti» (vale a dire i 5Stelle) «e Salvini e Meloni si saldano. Questo apre una prateria al Centro». Ergo, «il Rosatellum è il sistema migliore per creare un grande spazio riformista e liberal democratico».
 

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