Dario Franceschini scende in campo per Elly Schlein. L'ex ministro della Cultura, secondo le indiscrezioni, è pronto per mettere insieme una corrente (ma non chiamatela così) con Nicola Zingaretti, Francesco Boccia e Marco Meloni (area Enrico Letta). A sancire l'alleanza una cena, un paio di settimane fa, a cui avrebbe partecipato anche Roberto Speranza: l'ex ministro della Sanità però è poi uscito dal gruppo, non così convinto di ributtarsi tra ex Margherita e catto-dem dopo aver (anche a causa loro) abbandonato il Pd per fondare Articolo 1, salvo poi fare marcia indietro proprio con Schlein. Tra coloro che hanno detto sì, invece, anche Dario Nardella, al secondo mandato come sindaco di Firenze e dato in lizza per un posto alle elezioni europee. L'ipotesi sarebbe quella di battezzare la nuova creatura entro quest'anno.
Il nuovo progetto
Franceschini sarebbe in procinto di sciogliere la sua corrente, Area Dem, per creare una nuova "cosa" che possa sostenere la segretaria Elly Schlein, anche in vista delle elezioni europee, che per la segretaria dem assomigliano sempre più a un banco di prova decisivo. Un risultato sotto il 20% - e negli scenari peggiori un sorpasso del M5s - porterebbe quasi inevitabilmente a una riscossa dell'area riformista (quella di Stefano Bonaccini), uscita sconfitta dalle primarie ma pronta a tornare alla carica.
Le mosse di Schlein
«Mettetevi comodi, siamo qui per restare», ha però ribadito Schlein a "Il cavallo e la torre" su Rai 3 rispetto a un suo eventuale addio in caso di flop alle elezioni europee, ribadendo la sua strategia di campo largo delle opposizioni «sulle cose concrete come salario minimo e sanità pubblica». La stessa segretaria dem sembra essersi invece arresa al fatto che nel suo partito sarà difficile eliminare la presenza delle correnti. Nel suo intervento in collegamento a «Crea! L'Italia che faremo» (evento riconducibile proprio a una corrente, quella degli ex lettiani), a Iseo, la segretaria dem ha affermato: «È giusto che vivano le aree culturali, non nel tentativo di costruire recinti, ma per mettere in circolo quella competenza e quel sapere e quella cultura per tracciare insieme una via».
Funerale di Giorgio Napolitano a Montecitorio. Foto Antonio Nardelli/Ag. Toiati
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