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Migranti, Lamorgese sulle Ong: «Gli Stati di bandiera si assumano le loro responsabilità»

Lunedì 2 Dicembre 2019 di di Cristiana Mangani
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Migranti, Lamorgese sulle Ong: «Gli Stati di bandiera si assumano le loro responsabilità»

Una proposta per regolamentare le navi private che operano in area Sar (search and rescue) italiana: è stata presentata oggi a Bruxelles dalla ministra dell'Interno Luciana Lamorgese. Il piano prende spunto dal decalogo varato in epoca Minniti nei confronti delle Ong, anche se non punta sull'attività delle Organizzazioni non governative, ma è un tentativo di responsabilizzare gli Stati di bandiera, soprattutto riguardo alle dotazioni di sicurezza che ognuna di queste navi dovrebbe avere. Alcuni paesi come la Spagna sono già intervenuti più volte sulla questione, ed è per questo che il Viminale spera così di sensibilizzare il maggior numero di paesi sulla problematica. Durante il vertice dei ministri dell'Interno europei, Lamorgese ha insistito su questo e su altri punti. «Abbiamo richiesto da parte italiana - ha spiegato -, che ci sia un codice di regolamentazione delle imbarcazioni di tipo privato che vanno nella acque del Mediterraneo. Ma non per mettere in discussione il salvataggio delle vite umane che rimane prioritario, bensì per far sì che ci siano delle regole per la sicurezza delle navi e per la sicurezza, non soltanto dei migranti che vengono raccolti nelle acque, ma anche dello stesso equipaggio. È stato posto il problema  - ha aggiunto la ministra - nel caso di navi con bandiere di altri paesi e di una responsabilizzazione dei paesi di cui viene esposta la bandiera, e su questi temi ci sarà un confronto fra tutti gli Stati presenti che hanno dimostrato sensibilità su questi temi».
Nel protocollo presentato alla Ue è specificato che
«la sistematicità con cui i soggetti privati svolgono attività search and rescue, anche con il supporto di autonomi dispositivi di monitoraggio aereo e allertamento tramite centrale operativa apposita, impone di considerare anche altri profili quali quelli connessi alla sicurezza della navigazione. Servono dunque regole più sicure e norme di condotta valide per tutti gli Stati, compresi quelli di bandiera».  Inoltre viene sollecitata una maggiore responsabilizzazione «sul piano delle certificazioni, sulla cooperazione nella fase di sbarco e sulla successiva redistribuzione dei migranti».
Lamorgese ha anche annunciato di aver avviato «un percorso di dialogo con la commissaria agli affari interni Ylva Johansson», che ha promesso di venire quanto prima in Italia per un bilaterale, e lo stesso farà «con vari stati dell'Unione per capire quali sono le criticità in corso su varie questioni tra cui ovviamente il
problema dell'immigrazione». Prossimo scoglio da affrontare per la neo Commissione europea, presieduta da Ursula von Der Leyen, è il grosso scoglio della revisione del Trattato di Dublino.

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