Dai negozi al fine vita: tutte le leggi di cui si è persa traccia

Martedì 7 Gennaio 2020 di Barbara Acquaviti
Dai negozi al fine vita: tutte le leggi di cui si è persa traccia

ROMA Hanno conquistato titoli dei giornali, diviso le forze politiche e, in alcuni casi anche l'opinione pubblica. Eppure si tratta di provvedimenti che non sono mai diventati legge, rimasti fermi a metà del guado, se non prima. E non si può dire che sia tutta colpa della pazza crisi di questa estate, con annesso cambio di governo e maggioranza.
La querelle sulle chiusure domenicali dei negozi, per esempio, è nata e continuata esclusivamente all'interno dell'allora coalizione gialloverde.

Diverso è invece il caso delle proposte per superare il numero chiuso alla facoltà di medicina, su cui Lega e M5s erano su posizioni molto vicine, mentre l'attuale maggioranza parte da una sensibile distanza. E che dire della legge sul suicidio assistito, che creava divisioni tanto tra i gialloverdi quanto tra i giallorossi? C'è poi il caso, per certi versi paradossale, delle modifiche al codice della strada, bloccate da mesi sebbene abbiano avuto un primo consenso trasversale. Per alcuni di questi provvedimenti il 2020 sarà l'anno della definitiva archiviazione, altri hanno qualche chance di essere approvati. Sempre che la maggioranza esca dal loop dell'eterno rinvio.

Chiusure domenicali sul binario morto
Un anno di discussione in commissione Attività produttive della Camera non è bastato ad arrivare a una sintesi. La legge che riguarda gli orari dei negozi e le chiusure domenicali è un pallino grillino sin dagli inizi di questa legislatura. Una lunga trattazione e numerose audizioni non sono state sufficienti a far trovare la quadra, tanto che alla fine lo stesso relatore leghista aveva spiegato che era necessario ricominciare tutto da capo. Luigi DiMaio ha provato a rilanciare il tema anche all’interno della nuova maggioranza. Tuttavia, rispondendo a un’interrogazione, il ministro Patuanelli ha chiamato fuori il governo e rinviato la palla al Parlamento. Un accordo pare dunque altamente improbabile. 

Numero chiuso negli atenei, l’accordo c’è
L a vecchia maggioranza era partita spedita sul provvedimento che avrebbe dovuto superare il numero chiuso per l’accesso alla facoltà di Medicina. Anche perché Lega eM5S erano sulla stessa lunghezza d’onda: la strada era quella del modello francese, ossia consentire a tutti gli studenti di iscriversi, spostando al secondo anno il test decisivo per proseguire. In questo caso, la crisi dimetà agosto è stata fatale. Poco prima, infatti, il relatore pentastellato aveva presentato un testo base. Da allora, tuttavia, la discussione si è arenata anche perché tra 5stelle e Pd ci sono sensibilità diverse. Il tema è stato affrontato in alcune riunioni della nuova maggioranzama, almomento, non si è andatimolto oltre l’intenzione di trovare una soluzione al problema.

Eutanasia bloccata dai veti incrociati 
L a politica, incapace di decidere, alla fine ha dovuto subire la supplenza dellamagistratura. In questo caso, le divisioni erano presenti nella vecchia come nella nuova maggioranza. Chiamata a esprimersi sul caso di dj Fabo eMarco Cappato, la Consulta aveva deciso di dare alle Camere un anno di tempo per esprimersi sul tema del fine vita. Un anno che però è trascorso invano tanto che, a settembre del 2019, la Corte ha emesso una sentenza in cui ha escluso, per determinati casi, la punibilità dell’aiuto al suicidio. Recentemente Cappato è stato assolto per quell’episodio e rilanciato la necessità di una legge chiara sul fine vita. M5s e Pd partono da posizioni meno distanti rispetto ai gialloverdi,ma nei dem pesa la componente cattolica. 

Codice stradale, si torna in aula per il via libera
L’ iter in commissione alla Camera è stato lungo e complesso, ma alla fine - lo scorso luglio - il primo sì alla riforma del codice della strada è arrivato quasi all’unanimità, con la sola eccezione di Forza Italia. Tra le misure inserite, lo stop alle botticelle nei centri urbani, l’obbligo di casco per i ciclisti under 12 e il contrasto all’uso dello smartphone alla guida. Pochi giorni dopo il testo è approdato nell’aula della Camera dove si è svolta la discussione generale. Subito dopo, però, è stato inviato nuovamente in commissione. In questo caso, però, non c’è un problema di volontà politica e anzi c’è una propensione trasversale ad andare avanti. Non è infatti escluso che nelle prossime settimane la riforma torni nel calendario dell’aula. 

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