MATTEO SALVINI

Salvini in Israele: «Il nascente antisemitismo fa rima con l'estremismo islamico»

Martedì 11 Dicembre 2018 di Mario Ajello
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Sta per atterrare in Israele Matteo Salvini. E subito si reca a vedere il confine nord, tra lo Stato ebraico e il Libano, lì dove Hezbollah sostenuta dagli iraniani preme, cerca di entrare in Israele e terrorizza la popolazione. Poi il resto della visita di Salvini, che continua con l’incontro nella Città Vecchia di Gerusalemme con il vescovo cattolico, padre Pizzaballa. Si presenta così Salvini in questo blitz di un giorno e mezzo in Terra Santa: “Il nascente antisemitismo fa rima con l'estremismo islamico a cui qualcuno non presta necessaria attenzione perché, se in alcune città europee non si può più andare in giro con i propri simboli religiosi è perché gli estremisti islamici non lo consentono, la sinistra si dovrebbe porre alcune domande".

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E ancora: “Per un ministro dell'Interno, Israele è uno dei modelli dell'anti-terrorismo, di intelligence, di controllo del territorio, di difesa dei confini: da questo punto di vista vado a studiare e imparare. E poi vado a rinsaldare tra Italia e Israele, che per me sono fondamentali". La visita del segretario leghista - che da anni ha stretto l'alleanza in Europa con l'ex Front, ora Rassemblement national di Marine Le Pen - è accolta con qualche scettismo da una parte dell'opinione pubblica israeliana. Il quotidiano di orientamento di centrosinistra 'Haaretz' - che lo ha dichiarato 'persona non grata' nello Stato ebraico - apre il sito con una foto di Salvini a tutta pagina ritratto dietro a un'arma (immagine tratta da una visita all'azienda italiana Beretta). Ma gran parte della comunità italiana in Israele, che lui incontrerà domani, è dalla sua parte. Domani il primo faccia a faccia di Salvini con il premier e leader del partito conservatore israeliano, Likud.

Il segretario della Lega non ebbe modo di incontrare Bibi Netanyahu nel corso della sua prima visita in Israele, a fine marzo 2016. Nella trasferta di due anni a mezzo fa - che era una missione di partito, insieme ai suoi due vice, Lorenzo Fontana e Giancarlo Giorgetti - Salvini incontró alcuni esponenti della Knesset, come Avigdor Lieberman, ex ministro degli Esteri e fondatore del partito israeliano di destra Israel Beytenu. Allora la delegazione della Lega, al terzo giorno di visita, si materializzò davanti al valico di Kerem Shalom, passaggio di confine tra la Striscia di Gaza, Israele ed Egitto. Da lì Salvini attaccò in un tweet i "trentamila soldati di Hamas (finanziati da chi?) che tengono in ostaggio milioni di persone".  Ora si comincia dal nord, dove Hezbollah è il grande nemico.
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