LUIGI DI MAIO

Di Battista: «Alleanza con Pd è morte nera. M5S rischia di finire come l'Udeur». Mastella replica: «Vaffa»

Giovedì 1 Ottobre 2020
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Di Battista: «M5S debole come l'Udeur, buono per la gestione di poltrone e carriere». Mastella replica: «Vaffa»

«Penso che l'alleanza strutturale, così come la stanno chiamando, con il Pd sia per il M5S la morte nera». Lo ha detto Alessandro Di Battista in un'intervista che andrà in onda questa sera a Piazzapulita su La7. Parlando della campagna elettorale per i ballottaggi, «Che ci vada Di Maio, che si è speso per queste alleanze territoriali, mi sembra più che sacrosanto - ha aggiunto - Quando vedo i risultati del Movimento all'interno di queste coalizioni non penso che siano risultati eccezionali». «Soprattutto se si sta andando verso una legge elettorale proporzionale, perché ogni giorno fare interviste noi e il Pd, noi e il Pd?», ha aggiunto. 

 

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Di Battista evoca lo strappo


Dopo giorni di silenzio torna in tricea il «dissidente numero uno» del Movimento, Alessandro Di Battista. Lo fa in un'intervista tv in primetime, nella quale mette nero su bianco uno strappo che, chissà, potrebbe anche tramutarsi in divorzio. Ed è uno strappo che accresce il livello di caos in terno in un M5S dove resta nel mirino la piattaforma Rousseau e dove cersce l'ipotesi di una «segreteria a tempo» che traghetti i pentastellati verso gli Stati Generali. Congresso che, a quel punto, potrebbe perfino slittare all'inizio del 2021. 
 

Mastella replica: «Vaffa...»


Clemente Mastella subito gli replica usando una parola chiave del primo Movimento: «A lui replico allo stesso modo di come i grillini, egli compreso, si esercitavano con il famoso 'vaffà e in quel 'vaffà c'ero anche io. Oggi gli replico scegliendo lo stesso termine; 'Caro Di Battista, vaffa...' .

 

Stati generali


Vito Crimi, in queste ore, sta ultimando le sue decisioni. L'ipotesi potrebbe essere quella di un »mix« tra lo scenario 2 e lo scenario 3 presentato dal capo politico in congiunta: gli Stati generali si faranno, come chiesto da tutti a gran voce ma, prima, serve un comitato che traghetti il Movimento nella tempesta. C'è una controindicazione, tuttavia: nessuno, tra i big, ma anche tra molti parlamentari, di questo comitato vuole far parte ben sapendo della patata bollente che si ritroverebbe tra le mani. In teoria del comitato potrebbero farne parti i diversi rapresentanti dell'attivismo M5S: dai consiglieri comunali e regionali agli eurodeputati fino, ovviamente, ai parlamentari. Resterebbero esclusi invece i membri del governo.

Il tema è che Crimi è costretto a far presto. Perché il M5S rischia l'implosione. E, nel caos, torna ad alzarsi la voce di Di Battista. L'ex deputato prima puntualizza il »no« del Movimento al Mes -» deve resistere, il Pd lo vuole per spaccarci«, afferma - e poi in tv denuncia »l'indebolimento« del Movimento e il rischio un partito »buono forse per la gestione delle poltrone«. »Non è quello per cui ho combattuto«, scandisce il Dibba, quasi evocando l'addio. Nelle stesse ore è la piattaforma Rousseau a tornare a contrattaccare nei confronti di chi la vorrebbe senza poteri decisionali. L'ultimo episodio è la cancellazione di ogni riferimento a Rousseau nella bozza dello statuto del gruppo della Camera. »Molti pensano che Rousseau sia uno strumento. Non è così. È l'ecosistema, l'ecologia del M5S«, replica l'associazione presideuta da Davide Casaleggio in una nota in cui denuncia la creazione di una »finta piattaforma«, dal nome Open Rousseau. » È stata creata da uno sviluppatore sospeso dal Collegio dei Probiviri ma non può sostituirci. Rousseau è stata sviluppata tenendo inconsiderazione le specifiche esigenze del M5S, arrivando a contare ben 22 funzionalità«, spiega l'associazione milanese.
 

Ultimo aggiornamento: 20:47 © RIPRODUZIONE RISERVATA