ROMA

Beppe Grillo pubblica il sonetto per Raggi: «Roma nun te merita». Lei critica l'autore: «Gente di fogna va tolto»

Domenica 12 Luglio 2020 di Simone Canettieri
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Beppe Grillo a Raggi: «Virgì, la città nun te merita». Poi l'affondo ai romani: «Gente di fogna»

Beppe Grillo scende in campo per Virginia Raggi. E suona la sveglia ai vertici del M5S che ancora traccheggiano per dare alla sindaca di Roma la possibilità di ricandidarsi il prossimo anno alle elezioni di Roma (serve infatti una deroga allo Statuto e un voto su Rousseau). Il Garante del Movimento spinge dunque l'inquilina del Campidoglio. E lo fa a modo suo, con un endorsement particolare: un sonetto in romanesco, firmato da Franco Ferrari, in cui Grillo rimarca l'ingratitudine dei romani nei confronti della prima cittadina: «Virgì, Roma nun te merita», titola infatti il sonetto. Nelle foga, però, finisce anche per insultare i cittadini della Capitale, non facendo così un favore a Raggi.

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Mentre infuria la polemica la sindaca è costretta a correggere l'autore del sonetto e dunque anche Grillo che lo ha rilanciato: «Franco, grazie di cuore. Amo Roma con tutta me stessa: questo mi fa andare avanti insieme all'affetto di tutti voi. Gli ostacoli, i boicottaggi, gli incendi, i  sabotaggi in questi anni non sono mancati. - e c''è ancora chi rema contro il cambiamento - ma noi romani siamo più forti. Ps: Quel "gente de fogna" non mi piace. Lo so che ti riferisci a chi ruba o incendia ma, se puoi, toglilo. Di una cosa so o fiera, nel mio ruolo sono il sindaco di tutti i romani, soprattutto di chi mi critica».


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Questo il sonetto che sta provocando scalpore dentro al Movimento e fuori.
«Pé questo ve dico che l’onesti dovrebbero pijà e valige, e, annassene, abbandonà sta città bella e zoccola. Si vincheno li vecchi partiti, sète fottuti. Nun se farà più gnente, e, si se farà quarcosa sarà pé volere de la magistratura. Ma voi, godete a sputà in faccia a na sindaca pulita, e testarda, una che le cose le fa. Pensatece , c’avete undici mesi de tempo, pé pensacce bene. O volete Roma, o sète morti, che Roma, quell’artri, se la magneno».

Scrive Vito Crimi. «Quando Virginia Raggi è diventata sindaco di Roma me lo ricordo in che condizioni era ridotta la Capitale. Una città in ginocchio: moralmente ferita da Mafia Capitale, economicamente in crisi per la voragine nei conti causata dai suoi predecessori, paralizzata da pratiche basate sul malaffare e un mix tra lassismo e sistema clientelare. Virginia e i nostri consiglieri avevano un abisso da scalare per restituire dignità alla Città Eterna e tornare a far vedere la luce ai romani. Quel sistema radicato da decenni, che il MoVimento 5 Stelle metteva in pericolo, si è guardato dal lavorare per il bene di tutti: ha reagito con violenza e attacchi senza sosta. Il nemico andava abbattuto, ma non ce l'hanno fatta». Lo scrive su Facebook Vito Crimi, leader politico del Movimento cinque stelle. «Quell'abisso -assicura- è stato scalato, lo possiamo vedere dagli interventi che l'amministrazione sta realizzando. La città è tornata a marciare, è stata strappata al caos e all'incuria, le mele marce vengono allontanate senza riguardo.Il percorso di cura e rinascita di questa meravigliosa città deve proseguire, c'è molta strada da fare ma Roma è già tornata a vedere la luce», conclude.

«Se io fossi Virginia Raggi sarei preoccupata e offesa dal sonetto - che poi sonetto non è, ma
vaglielo a spiegare - delirante pubblicato sul sito di Beppe Grillo. Da cittadino romano, sono semplicemente offeso e indignato di essere trattato così. Grillo, Roma ha già tanti problemi. Non ti ci mettere anche tu con cose che non fanno neanche ridere! Lo scrive sui suoi profili social Tobia Zevi, presidente dell'Osservatorio 'Roma! Puoi dirlo forte. In particolare il sonetto esordisce così: «A Virgì, pijia na valigia, tu fijio, tu marito, famme un fischio, che se n’annamo via da sta gente de fogna».
«Ah Beppe Roma nun se merita una sindaca così, tiettela stretta Virginia tua», commenta il coordinatore di IV Marco Cappa.

Reazioni mortificate e imbarazzate anche da parte del M5s. La consigliera capitolina di maggioranza Gemma Guerrini si dissocia completamente parlando di un post squallido e volgare ma soprattutto dice che le persone che legittimamente criticano l'amministrazione comunale, e quindi i romani che vivono la città, non possono essere bollate come "gente di fogna". E con lei si schierano altri consiglieri capitolini come Marco Terranova, Donatella Iorio, Simona Ficcardi. «Poche volte ho letto qualcosa di più squallido e di più volgare del post pubblicato oggi sul blog di Beppe Grillo intitolato "Virgì, Roma nun te merita"», scrive Guerrini. «Una cosa è certa "la gente di fogna" avrà buona memoria», commenta la consigliera municipale pentastellata Rosalba Ugolini. 

«È un testo scritto in un finto dialetto romano da un finto proletario (provate dalle mie parti a parlare di "gonadi"...) che ha pensato che per immedesimarsi e acquisire consensi basti essere il più trucido possibile, mettere un po' di parolacce in fila e prendersela con chi critica, definita gente di fogna e infame. Ho sempre interpretato il mio ruolo di consigliera comunale come quello di portavoce degli attivisti e di rappresentane di tutti i cittadini.
L'articolo 54 della Costituzione, al seconda comma, recita: i cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle, con disciplina ed onore. Ecco, ritengo che definire "infami" e "gente di fogna" i cittadini non sia una espressione né disciplinata dal rispetto che si deve a tutti indistintamente, e tanto più da parte di un amministratore della cosa pubblica, né onorevole per chi la pronuncia. Mi dissocio dunque da quanto scritto nell'articolo pubblicato nel blog di Beppe Grillo».

«La penso diversamente da molti miei concittadini, alcuni ci criticano aspramente per quanto non fatto, anche a ragione in alcuni casi, altri sono comprensivi e comprendono le enormi difficoltà in cui lavoriamo, altri ancora apprezzano quanto di buono abbiamo fatto e possiamo fare ancora in prospettiva». Così il consigliere capitolino M5s Marco Terranova, su Facebook. «Ma mai e poi mai mi permetterei di apostrofarli, specialmente collettivamente, con epiteti come infami o gente di fogna - aggiunge - Chiedo scusa ai romani per il post comparso sulla pagina di Beppe, anche se non scritto da lui personalmente, da cui sento di prendere le distanze». Anche la collega pentastellata Simona Ficcardi si è espressa su Facebook: «Ho sempre preferito Trilussa» scrive, postando una composizione del famoso poeta romanesco dal titolo "Doppo l'elezzioni".

 

Ultimo aggiornamento: 13 Luglio, 01:04 © RIPRODUZIONE RISERVATA