Valerio Massimo Manfredi, Marco Buticchi: «Forza Valerio, sei un grande narratore»

Valerio Massimo Manfredi, Marco Buticchi: «Forza Valerio, sei un grande narratore»
di Francesco Musolino
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Giovedì 11 Febbraio 2021, 21:54

«La cruda verità è che puoi stare attento a tutto, puoi prendere mille precauzioni, poi per una casualità rischi la vita». Raggiunto al telefono in serata, lo scrittore spezzino Marco Buticchi si lascia andare ad un sincero e accorato sconcerto non appena apprende le critiche condizioni di salute di Valerio Massimo Manfredi, ricoverato in ospedale per una intossicazione da monossido di carbonio.

Raccontare uno scrittore non è sempre semplice, «come spesso accade abbiamo presentato l’uno i libri dell’altro, così ho imparato a conoscerlo, ad apprezzarlo anche fuori dalla pagina scritta». Ma una cosa è certa, Marco Buticchi (classe ’57, il suo ultimo romanzo è L'ombra di Iside, edito da Longanesi) sottolinea più volte: «la grande capacità di Valerio è quella di calarsi perfettamente nelle epoche storiche che intende narrare. Lui è prima di tutto un ottimo storico, un maestro di scrittura ed entrambi abbiamo vinto il premio Salgari, un riconoscimento che ci ha reso entrambi molto fieri del nostro lavoro con le parole. Valerio è un amico caro, uno sceneggiatore e un conduttore tv di successo ma quando i suoi due libri approdarono sullo schermo, prima "I guardiani del cielo" (1998) e più di recente "L’ultima legione" (2007), la sua notorietà ha messo il turbo. E se posso dirlo – prosegue Buticchi - è una fama meritata perché è un serio professionista, un narratore onesto».

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Uscendo dal contesto formale, chiediamo a Buticchi – celebre per la serie di libri Longanesi con protagonisti Oswald Breil e Sara Terracini - anche di condividere un piacevole ricordo personale e lui rammenta: «siamo entrambi habitué al festival PordenoneLegge. Nel 2008 avevamo un incontro insieme ma lui all’ultimo momento ebbe un contrattempo. C’era la sala piena, più di mille lettori che avevano i nostri libri sulle ginocchia, immagini il dispiacere…». E lei cosa fece? «Gli chiesi il permesso di firmare anche i suoi libri con la mia firma. Alla fine, furono ben centoventi copie, ogni volta lo ricordiamo con il sorriso». Però, inevitabilmente trapela sempre una nota amara anche dai ricordi e Buticchi prosegue, «quando fai questo mestiere, passi parecchio tempo ad interrogarti se hai commesso qualche strafalcione storico. I lettori sono il tuo mantra e per Valerio è sempre stato così. Libro dopo libro è impossibile prenderlo in castagna, non sbaglia un colpo». Prima di chiudere la conversazione, Buticchi chiede di controllare ancora le ultime notizie online, in tempo reale e poi si lascia andare, «forza Valerio, forza».

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