Paolo Rossi morto: la moglie: «Gli ho detto: vai. Ora dopo di lui il niente»

Paolo Rossi morto: la notizia sul profilo Instagram della moglie: «Per sempre»
di Stefania Piras
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Giovedì 10 Dicembre 2020, 08:52 - Ultimo aggiornamento: 19:55

«Dopo di te il niente». Così Federica Cappelletti, la moglie di Paolo Rossi saluta il marito sui social. Giornalista esperta di sanità, perugina, 48 anni, Federica sta ricevendo tanti abbracci virtuali in segno di lutto per la scomparsa del campione del Mundial. 

La notizia che è suo marito si era spento l'ha data lei pubblicando una foto di coppia su Instagram. Sorrisi, tramonto, serenità. «Per sempre», scrive Federica. 

Federica ha postato anche una bella foto in vacanza con Rossi e le figlie Maria Vittoria e Sofia, 10 e 8 anni, che si avviano in spiaggia. Un momento normalissimo in famiglia. L'immagine è accompagnata da un altro pensiero struggente. «Non ci sarà mai nessuno come te, unico, speciale, dopo te il niente assoluto....».

Le parole di Federica a Siena

«Nel momento in cui stava morendo e non se ne voleva andare, io l'ho abbracciato forte e gli ho detto Paolo, adesso vai, hai sofferto troppo. Staccati, lascia questo corpo e vai. Io crescerò le bambine e porterò avanti i nostri progetti. Tu hai fatto anche troppo e quindi si è addormentato in quel momento». Lo ha ricordato Federica Cappelletti moglie di Paolo Rossi parlando con i giornalisti davanti all'obitorio dell'ospedale Le Scotte di Siena. «Non è facile riassumere in poche parole tutto quello che è stato Paolo - ha aggiunto la moglie di Paolo Rossi - Una persona unica, piena di ottimismo anche nei momenti più difficili, una persona grande ma allo stesso tempo semplice. Una persona che mi ha insegnato tanti valori belli e li ha insegnati alle nostre figlie. Io dico che dopo Paolo Rossi si sopravvive. Quindi cercherò di fare questo». «Lui era una persona che sapeva parlare allo stesso modo con i capi di Stato ma anche con le persone che incontravamo al supermercato. Questo era Paolo e questa la sua grandezza - ha anche detto - Preferisco pensare che sia un arrivederci. Fare a meno di lui è veramente tanto. Ma dovrò farlo, gliel'ho promesso». «Riporteremo Paolo in Toscana - ha concluso Federica Cappelletti -. Faremo la cerimonia e una camera ardente a Vicenza che era la sua città adottiva. Poi lo farò cremare in accordo con il figlio perché me lo voglio tenere sempre vicino».

Chi è Federica

Federica Cappelletti è laureata in Lettere moderne a Perugia e in Scienze della comunicazione a Roma. È giornalista a “La Nazione”. Nel 2003 ha pubblicato il libro Razza Juve nel 2007 ha vinto il premio giornalistico Cinque Terre. È la seconda moglie di Paolo Rossi (la prima è stata Simonetta Rizzato con cui Rossi ha avuto il primo figlio Alessandro nato proprio nel mitico1982).  

Federica e Paolo, 16 anni di differenza, si sono conosciuti nel 1998 e sposati nel 2010 a Roma, in Campidoglio. Dieci anni dopo, all'inizio della pandemia, e quindi pochi mesi fa la coppia è volata alle Maldive per rinnovare le promesse nuziali. Sì, si sono risposati. Uscì un servizio fotografico su Chi a cui Rossi confidò: «Ho pianto come un bambino».  Aveva organizzato tutto Cappelletti senza dire nulla al marito. «Ancora oggi – aveva aggiunto – faccio fatica a credere di aver vissuto un momento così magico. Il panorama, i fiori bianchi, la danza maldiviana e quel tappeto di petali di rose rosse saranno difficili da dimenticare. Ho pianto come un bambino. Dieci anni di matrimonio, di questi tempi, non sono proprio pochi e poi, quando ho visto le nostre bambine vestite da damigelle, non sono più riuscito a contenere l’emozione». 

Hanno scritto insieme un libro nel 2012, si intitola "1982. Il mio mitico Mondiale"  per i tipi Kowalski. Questa la sinossi: «I giorni che ci hanno tenuti inchiodati davanti al televisore. Aneddoti e ricordi si intrecciano a emozioni, paure, sensazioni. Fino alla finalissima Italia-Germania con cui l’Italia vince il campionato. Un campionato rimasto nel cuore degli italiani che, dopo il racconto di Paolo Rossi, fanno sentire la loro voce, i loro ricordi, le loro emozioni. Un libro che è insieme la testimonianza di un grande campione e memoria collettiva di quegli italiani che ancora hanno impressi nel cuore l’esultanza del presidente Pertini ai tre gol azzurri e l’urlo indimenticabile del telecronista Martellini: “Campioni del mondo! Campioni del mondo! Campioni del mondo!».

Un anno fa hanno scritto a quattro mani un secondo volume: "Quanto dura un attimo", l'autobiografia ufficiale di Rossi che doveva diventare un film. 

 

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