Usa, in una cittadina del Michigan il primo consiglio comunale interamente musulmano

Il neosindaco di Hamtramck, Amer Ghalib
di Anna Guaita
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Lunedì 20 Dicembre 2021, 19:47

NEW YORK La statua di Papa Wojtyla domina ancora nel parco della cittadina,  ma ai suoi piedi le mamme che portano i bambini a giocare hanno la testa coperta dal classico velo islamico. E’ la nuova realtà di Hamtramck, la cittadina del Michigan una volta nota come “la piccola Varsavia” e oggi prima negli Stati Uniti ad avere un consiglio comunale interamente islamico. Dal sindaco, il 42enne yemenita Amer Ghalib, ai sei membri del consiglio, tutti sono di fede musulmana e tutti tranne una sono nati in Yemen o Bangladesh. L’unica non immigrata è Amanda Jaczkowski, la più giovane di una famiglia cattolica di origini polacche, convertitasi all’Islam nel 2012 quando era all’Università. Amanda è oggi consigliere comunale per l’istruzione.  

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Ghalib, membro del partito democratico, è arrivato negli Usa quando aveva 17 anni e non parlava inglese. Ha lavorato in fabbrica 10 ore al giorno per anni per mantenere se stesso agli studi e mandare soldi alla famiglia in Yemen, e oggi è laureato in biologia, lavora come infemiere e continua a studiare per diventare medico: «Io sono la prova che il sogno americano è ancora vivo e vegeto!» ha detto la sera in cui ha vinto le elezioni con una maggioranza di quasi il 70%. Quella maggioranza prova che a votarlo non sono stati solo gli immigrati musulmani che stanno cambiando il volto della città, ma anche i locali, che per una volta non sembrano guardare agli immigrati con paura o razzismo. Il neosindaco tuttavia non si illude, sa che l’esperimento della sua cittadina sarà sotto gli occhi dell’intera Nazione e ammette che questo renderà il suo compito «più difficile», ma è pronto a rassicurare che la sua gestione sarà «aperta, inclusiva e trasparente».

C‘è chi si lagna, certo: «Io pulisco sempre, e loro buttano la roba per strada a casaccio» protesta con la Cnn la proprietaria di un salone di bellezza, e tuttavia la stessa persona riconosce che Hamtramck sta vivendo una grande ripresa economica e le strade sono più vivaci e il commercio fiorisce. La cittadina di circa 30 mila abitanti sorge appiccicata a Detroit, ed è diventata comune esattamente 100 anni fa il prossimo 3 gennaio, proprio quando il nuovo consiglio si insedierà. Una volta era piena di fabbriche e di immigrati polacchi e cattolici, tanto che nel 1969 l’allora cardinale Karol Wojtyla venne in visita. Ma la crisi dell’automobile e delle industrie pesanti ha generato un esodo verso le città e ha svuotato le strade e il centro commerciale. Il degrado è stato fermato solo con l’arrivo degli immigrati, che hanno comprato a pochi soldi le case abbandonate e le hanno ricostruite.

La cittadina è ora studiata come un esempio dello storico trend americano che da secoli vede i nuovi immigrati sovrapporsi ai vecchi, creando strati diversi di cultura e tradizioni. Ma essendo questa la prima volta che un intero comune americano è nelle mani di amministratori di fede islamica, Ghalib è circondato da curiosità, unita a un certo nervosismo. La gente si chiede se imporrà lo stile di vita castigato dei musulmani, per esempio chiudendo i bar che vendono alcolici fino a notte fonda: «Nel momento dell’insediamento giureremo fedeltà alla Costituzione – risponde il neo sindaco -. E la Costituzione prevede la separazione di Chiesa e Stato. No, non chiuderemo i bar. Siamo orgogliosi della nostra fede, ma non vogliamo imporla agli altri. Siamo stati eletti per difendere gli interessi di tutti coloro che vivono nella nostra città».

C’è ansia anche per la politica verso la comunità gay. Ghalib si era detto contrario, lo scorso giugno, a innalzare la bandiera dell’orgoglio omosessuale sul tetto del Comune. Insiste a sostenere che nè lui nè gli altri membri musulmani del consiglio comunale hanno nulla contro i gay, che hanno «tutti i diritti di vivere la loro vita», ma afferma che «discutere sull’opportunità di innalzare la bandiera arcobaleno ha solo l’effetto di dividere le comunità, e quindi è meglio che il governo si astenga».   

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