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Crisi Russia-Ucraina, dall'operazione Tuono agli attacchi hacker alle forze aerospaziali: le provocazioni che stanno innescando la guerra

Schierata anche la Space Force russa costituita prima di quella degli Stati Uniti

Crisi Russia-Ucraina, dall'operazione Tuono agli attacchi hacker ai bombardamenti: le provocazioni che possono innescare la guerra
di Paolo Ricci Bitti
5 Minuti di Lettura
Venerdì 18 Febbraio 2022, 13:25 - Ultimo aggiornamento: 19 Febbraio, 08:29

A ogni segnale di distensione e di dialogo nello scenario della crisi fra Russia e Ucraina segue – accusano Kiev e l'Occidente - una mossa di senso contrario da parte di Mosca. Ora scendono in campo, anzi, in orbita, persino le forze aerospaziali russe al comando del colonnello generale Sergej Vladimirovič Surovikin: sono state costituite nel 2015, “bruciando” sul tempo Donald Trump e la sua Space Force con tanto di futuristiche divise.

Meno fronzoli per aeronautica, batterie missilistiche e satelliti della Russia che da domani 19 febbraio si eserciteranno sotto gli occhi di Putin. Un imponente schieramento che coinvolge anche la forza deterrente termonucleare dotata di missili balistici intercontinentali e le flotte del Mar Nero e del Mare del Nord. Potrebbe essere testato anche il nuovo missile ipersonico a lungo raggio X-95. Immancabili i sopralluoghi del premier che indossa elmetti e caschi e scruta l'orizzonte attraverso potenti binocoli.

Le manovre Tuono

Ma queste vaste manovre (denominate Grom, ovvero Tuono) annuali non si tengono solitamente in estate? Sì, ma questa volta si anticipa. Non è detto che il teatro di esercitazione, che varia di anno in anno, comprenda anche zone prossime al confine dell'Ucraina, ma intanto la Russia gonfia di nuovo i muscoli mentre irride l'Occidente che “annuncia l'invasione di Kiev”.

 

Fra altro la maximanovre belliche anticipate iniziano proprio quando finiscono le esercitazioni strategiche Allied Resolve in Bielorussia, il cui presidente Lukashenko incontrerà proprio oggi il premier russo per accordarsi sullo schieramento dei 30mila soldati di Mosca già presenti sul territorio di Minsk lungo il confine a sud, quello con l'Ucraina.

L'anticipo irrituale - ed evidentemente preparato con vasto anticipo perché non si muovono “pezzi” pesanti sulla scacchiera dall'oggi al domani - delle esercitazioni Grom fanno seguito al mancato ritiro di almeno parte delle truppe russe (140mila uomini) dalle altre zone di confine con l'Ucraina. Ovvero, Mosca fa sapere di avere cominciato il trasloco di soldati e mezzi, ma gli Stati Uniti, foto satellitari alla mano, dicono che non è vero, che è solo scena. La Casa Bianca ha rivelato che la Russia ha al contrario aggiunto altri «7.000 militari» ai confini. Il segretario di Stato Usa, Antony Blinken, ha avvertito che Mosca potrebbe perfino usare «armi chimiche», o inscenare attacchi terroristici o con i droni contro i civili, per giustificare una risposta militare.

Video

Nel gioco delle parti entra anche lettera di 11 pagine attraverso la quale la Russia si dice «pronta al dialogo» con l'Occidente. Nel testo inviato agli Stati Uniti si sottolinea che «le linee rosse e gli interessi strategici» sul fronte della sicurezza che aveva posto «sono stati ignorati». «Questo è inaccettabile», è la posizione del ministero degli Esteri di Mosca, che rileva come «da Usa e Nato non siano arrivate risposte costruttive» alle sue esigenze relative al ritiro delle truppe occidentali e dei loro armamenti.

Hacker

E poi sarebbero targati Mosca gli hacker entrati nei sistemi informatici, energetici e di altre strutture critiche dell'Ucraina per rubare informazioni e essere in grado di bloccare questi sistemi in caso di attacco militare russo. È questa l'analisi dell'intelligence americana, dopo che il governo ucraino ha denunciato cyber attacchi contro i siti del ministero della Difesa e delle Forze Armate e il sistema della PrivatBank, la principale banca commerciale del Paese.

Violato il cessate il fuoco

Infine, con effetti immediati nelle zone più calde del fronte, ci sono – accusa Kiev - le violazioni del “cessate il fuoco” da parte di milizie ucraine filorusse, soprattutto nel Donbass.

Si tratta di colpi di artiglieria sulla linea di contatto tra le truppe ucraine e i separatisti filo-russi: se ne sono registrati anche la notte scorsa. I separatisti hanno accusato le truppe di Kiev di aver aperto il fuoco nell'est del Paese, costringendo gli ucraini alla smentita. Poi, alla luce del sole, colpi di mortaio hanno cominciato a cadere sui villaggi limitrofi al Donbass occupato. Uno di questi ha colpito un asilo, nel villaggio di Stanytsia Luhanska, in pieno giorno e con i bambini presenti. Fortunatamente, riferiscono i media, in quel momento i piccoli erano in un'altra stanza, ma ci sono stati tre feriti, di cui due civili. L'esercito ucraino ha a sua volta accusato i separatisti di questo e altri 34 bombardamenti, tra cui quello caduto nel cortile del liceo del villaggio di Vrubivka. «In quel momento c'erano 30 studenti e 14 membri del personale» che hanno trovato rifugio nel seminterrato, mentre decine di case sono rimaste senza fornitura di gas. Più tardi la Joint Forces Operation ha dato notizia di due militari feriti e denunciato l'uso in 28 occasioni di armi vietate dagli accordi di Minsk, tra cui l'artiglieria da 122 mm. «Ma noi non abbiamo aperto il fuoco in risposta». Dall'altra parte, i ribelli dell'autoproclamata Repubblica di Donetsk accusavano Kiev: «L'esercito ucraino continua a bombardare infrastrutture e palazzi residenziali» a Donetsk. Secondo l'Osce, ci sono state 500 esplosioni, principalmente nell'oblast di Lugansk.

Il ponte 

Esemplare, in questa guerra dei nervi, la mossa del ponte galleggiante costruito sul fiume Pripyat, che dalla Bielorussia porta direttamente al Dnepr, nel cuore di Kiev. La struttura è stata tirata su in pochi giorni alla frontiera ucraina salvo poi essere smontato altrettanto rapidamente.

Paolo Ricci Bitti

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