Hai scelto di rifiutare i cookie

La pubblicità personalizzata è un modo per supportare il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirti ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, ci aiuterai a fornire una informazione aggiornata ed autorevole.

In ogni momento puoi modificare le tue scelte tramite il link "preferenze cookie" in fondo alla pagina.
ACCETTA COOKIE oppure ABBONATI a partire da 1€

I missili Himars stanno bloccando i russi: ucciso in Ucraina il dodicesimo generale

La controffensiva con i missili Usa per Kiev è ossigeno

I missili Himars stanno bloccando i russi. Ucciso il 12° generale
di Gianluca Cordella
4 Minuti di Lettura
Mercoledì 13 Luglio 2022, 10:58 - Ultimo aggiornamento: 12:12

Gli analisti di guerra ucraini hanno brevettato un’espressione: Himars o’clock. Perché la controffensiva dell’esercito di Zelensky, da quando sono arrivati i missili di precisione americani, è diventata puntuale come un orologio e, soprattutto, incessante. Attacchi mirati che stanno paralizzando l’avanzata russa, al tempo stesso indebolendone la struttura di comando. In un raid missilistico della scorsa notte vicino Kherson - ha raccontato al Telegraph Sergei Bratchuk, portavoce della regione di Odessa - è stato ucciso il general maggiore Artyom Nasbulin, capo di Stato maggiore del 22° corpo d'armata. Sarebbe il dodicesimo generale russo ucciso in Ucraina dall’inizio del conflitto, così come sarebbero una dozzina gli alti ufficiali che hanno perso la vita nell'ultima ondata di attacchi con le armi di precisione arrivate dagli alleati occidentali.

Generali russi «scappano dalla guerra». L'intercettazione: «Dicono di avere problemi cardiaci»

Il più importante nella notte tra lunedì e ieri contro un deposito di armi a Nova Khakova, un attacco così massiccio da aver generato un “fungo” visibile anche a grandi distanze e puntualmente ripreso da diversi video che girano da ore sui social. Il bersaglio, nemmeno a dirlo, era altamente strategico per dare un colpo ulteriore ai rifornimenti russi, già drasticamente colpiti negli ultimi giorni.

Fattore decisivo

I missili di precisione possono essere un fattore in questa guerra, specie considerando quanto sia lenta e farraginosa la catena dell’esercito di Mosca per il rifornimento di armi e munizioni. La logistica della Russia dipende esageratamente dalle ferrovie e dal lavoro manuale. Invece di essere spostati su pallet da carrelli elevatori, i proiettili destinati alla prima linea vengono spesso caricati a mano su vagoni in partenza dalla Russia, scaricati a mano alle stazioni ferroviarie in Ucraina e immagazzinati in grandi depositi di munizioni. E se un'unità ha bisogno di rifornimenti, questi vengono caricati - sempre manualmente - sui camion a sei ruote Ural 4320 che li portano a destinazione.

Isola dei Serpenti, il contrattacco dell'esercito ucraino: distrutto il sistema antiaereo russo Pantsir

Ma con la capacità dei droni di dipingere una mappa dettagliata dei punti di rifornimento e di smistamento dei russi e con la precisone dei missili Himars americani per gli ucraini è diventato semplice interrompere il flusso di approvvigionamenti.

Un’arma da sola non vince mai una guerra, sottolineano gli analisti di entrambi gli schieramenti, ma è chiaro che la controffensiva con i missili Usa per Kiev è ossigeno. Report di guerra parlano di un esercito, quello ucraino, che prima degli aiuti occidentali, era appeso ancora alle proprie armi da 152 mm di origine sovietica e che, in alcune zone della prima linea, anche l’Ucraina fosse talmente a corto di rifornimenti da aver razionato le munizioni ad un massimo di dieci al giorno.

La strategia

Gli Himars dunque non vinceranno la guerra da soli ma potrebbero garantire un’inversione dell’inerzia. Una catena di rifornimento non può essere improvvisata in poco tempo, quindi è da escludere che i russi trovino una via diversa. Ma quello che potrebbero fare è depistare gli ucraini con finti spostamenti o finti magazzini, in modo da tale da convogliare il fuoco della resistenza verso falsi obiettivi. Un dato però è certo: se nei due mesi di battaglia di Luhansk i russi avevano sparato qualcosa come 20mila proiettili al giorno, da quando l’Ucraina ha iniziato a usare gli Himars - secondo i report della Nasa - si sono drasticamente ridotti gli incendi nella parte meridionale del Paese. E questo può significare solo che l’artiglieria russa è in riserva.

© RIPRODUZIONE RISERVATA