Mosca, tornano le proteste: arrestata anche l'attivista Sobol. Fermate oltre 800 persone

Sabato 3 Agosto 2019
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Russia, tornano le proteste: arrestata l'attivista Sobol. Fermate oltre 300 persone

Un altro sabato di protesta, un'altra giornata di passione a Mosca. Magari non nei numeri generali, ma di certo nella modalità. Se infatti si può dire con certezza che nelle strade della capitale russa non si siano riversate masse imponenti per protestare contro l'esclusione dei candidati dell'opposizione alle elezioni comunali (per la polizia erano circa 1500 persone), e la città ha continuato a vivere la sua sua vita senza disguidi, è anche vero che, all'ennesima 'chiamata alle armi', i moscoviti hanno risposto e hanno sfidato nuovamente le autorità. Che non hanno fatto sconti. La conta dei fermi è salata. Oltre 800, stando alla ong OVD-Info, che monitora l'operato degli agenti. La prima ad essere stata bloccata, non appena ha messo il naso fuori dal suo quartier generale, è la fedelissima di Alexei Navalny, Lyubov Sobol, 'madrina' delle ultime proteste dato che i grandi nomi dell'opposizione sono tutti dietro alle sbarre, a causa della manifestazione di sabato scorso. «Perché avete i caschi, avete paura di una ragazza al 20esimo giorno di sciopero della fame?», ha chiesto Sobol ai poliziotti dall'interno del taxi in cui era salita per raggiungere i boulevard del centro, dove aveva dato appuntamento a tutti i sostenitori della 'rivolta'.

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Gli agenti l'hanno quindi caricata a forza, facendola scendere dal taxi, su una camionetta parcheggiata lì vicino. La ragione del fermo è quella di aver organizzato una manifestazione non autorizzata. L'ennesima, appunto. Un copione già visto con altri leader dell'opposizione. Ma al di là dei numeri, come dicevamo, quello che colpisce di questa manifestazione è la reazione nervosa della polizia. Molti degli agenti, in tenuta antisommossa, avevano il volto coperto dai passamontagna, chiara reazione all'iniziativa dell'opposizione di svelare l'identità dei poliziotti più violenti. Gli esempi anche stavolta non sono mancati. Ragazzi e ragazze trascinati via a forza senza alcuna ragione apparente. Nella foga sono stati coinvolti anche semplici passanti o ignari turisti.
 

 

 Oltre che almeno quattro minori e due giornalisti. Il caso più eclatante, in un certo senso, è quello del marito di una attivista del partito di Putin, Russia Unita. «Stavamo semplicemente tornando a casa», si è lamentata sua moglie sventolando la tessera del partito sotto al naso dei poliziotti distesi a cordone su uno dei boulevard. La strategia della tolleranza zero ha insomma provocato dei danni collaterali. E che le autorità ormai avessero deciso di provarle tutte, pur di evitare un'alta partecipazione alle proteste, si era capito quando è emersa la notizia che il comune aveva organizzato in tutta fretta una festival rock gratuito (nel centralissimo Gorky Park) a base di shashlik, i popolari spiedini di carne diffusi in tutto lo spazio ex sovietico. Il Shashlik Live è stato infatti annunciato dal comune sul suo sito solo qualche giorno fa e alcune delle band più famose presenti nel cartellone sono state coinvolte di fatto a loro insaputa. E così sono fioccate le smentite da parte di gruppi famosi come Bravo e Tequilajazzz. Espedienti. Che mostrano la crescente tensione da parte delle autorità per una protesta davvero fin troppo persistente per i loro gusti. «Questa è la nostra ultima occasione per noi di provare a fare qualcosa», ha detto Viktor Shenderovich, scrittore satirico ora figura importante dell'opposizione. «Il governo si sta muovendo verso una confronto pieno, fisico, contro il movimento». Il timore dunque è quello di una escalation. La prossima settimana sono previste altre manifestazioni. Il braccio di ferro continua.
 

Ultimo aggiornamento: 21:28 © RIPRODUZIONE RISERVATA