Peng Shuai, il caso della cinese scomparsa. Il tennis mondiale minaccia: «Chiarezza o lasciamo la Cina»

La tennista cinese aveva denunciato il vicepremier cinese

Peng Shuai, il caso della cinese scomparsa. Il tennis mondiale minaccia: «Chiarezza o lasciamo la Cina»
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Venerdì 19 Novembre 2021, 07:07 - Ultimo aggiornamento: 19:06

L'aut aut è arrivato: il tennis professionistico femminile minaccia di lasciare la Cina in assenza di chiarimenti sulla vicenda della star Peng Shuai. «Siamo pienamente preparati a ritirare le nostre attività e ad affrontare tutte le complicazioni che ne seguiranno - ha affermato Steve Simon, numero uno della Wta, l'associazione che gestisce il circuito femminile a livello mondiale, parlando alla CNN -. Perché le accuse di stupro sono più importante degli affari». Peng, 35 anni, ha accusato sui social media a inizio novembre l'ex vicepremier Zhang Gaoli di averla costretta a una relazione sessuale tre anni fa, prima di farne la sua amante.

Peng Shuai, il tennis minaccia il ritiro dalla Cina

 

Simon, che si è spinto oltre rispetto alla richiesta di un'indagine indipendente per far luce sul caso, ha detto al network di Atlanta che la Wta ha in programma dieci eventi in Cina per il 2022 per un valore di decine di milioni di dollari, ma che era disposto a ritirarli. «Siamo a un bivio nel nostro rapporto con la Cina e la nostra attività laggiù», ha osservato, aggiungendo che la Wta deve chiedere giustizia e non può scendere a compromessi: «le donne devono essere rispettate e non censurate».

Peng Shuai, la tennista cinese scomparsa da 2 settimane: aveva accusato di stupro un politico

La Cina è stata al centro dell'aggressiva espansione dell'associazione del tennis professionistico femminile nell'ultimo decennio, ospitando nove tornei nella stagione 2019, l'ultima prima dell'interruzione della pandemia di Covid-19, con un montepremi totale di 30,4 milioni di dollari. Allo stesso tempo, la Cina è sotto pressione su una serie di questioni relative ai diritti umani, nel mezzo delle crescenti richieste di boicottaggio delle Olimpiadi invernali di Pechino 2022. La posizione della Wta su Peng, se dovesse essere confermata, andrebbe molto oltre rispetto ad altre organizzazioni sportive che hanno lottato per bilanciare le richieste di tifosi e giocatori di opporsi alle violazioni dei diritti umani con la loro dipendenza dal mercato cinese.

Peng ha postato il 2 novembre sul suo account Weibo, il Twitter in mandarino, il post con le accuse, oscurato in pochissimo tempo. Da allora, la star cinese, ex numero uno del ranking mondiale per il doppio grazie alle vittorie di Wimbledon e Parigi, non ha più comunicato col mondo esterno né si è presentata in pubblico, mentre Zhang Gaoli, componente del Comitato permanete del Politburo del Pcc dal 2013 al 2018, non ha mai reagito alle accuse. Mercoledì, il canale in lingua inglese Cgtn, parte della statale Cctv, ha svelato uno screenshot di un'email attribuita a Peng che sarebbe stata mandata alla Wta. Alla CNN, Simon ha ribadito i suoi dubbi sull'autenticità del messaggio in cui la campionessa definisce «false» le sue accuse contro Zhang. «Non credo affatto sia la verità», ha rincarato, descrivendo l'email una «messa in scena. Se è stata costretta a scriverla, se qualcuno l'ha scritta per lei, non lo sappiamo, ma finché non le parleremo di persona non saremo rassicurati», ha concluso Simon.

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