Peng Shaui, la tennista cinese denuncia: «L'ex vicepremier mi violentò dopo la partita»

Le accuse sui social, subito rimosse dalla censura

Peng Shaui, la tennista cinese denuncia: «L'ex vicepremier mi violentò dopo la partita»
di Erminia Voccia
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Giovedì 4 Novembre 2021, 06:44 - Ultimo aggiornamento: 13:30

Mai un'accusa di violenza sessuale in Cina aveva toccato un membro di alto rango del Partito Comunista. Non è la sostanza dell'accusa a fare scalpore, ma la preminenza del personaggio politico coinvolto. La star del tennis internazionale, Peng Shuai, 35 anni, ha affidato a Weibo, il Twitter cinese, lo sfogo contro Zhang Gaoli, ex vicepremier ed ex membro del Comitato permanente del Politburo. In un lunghissimo post, subito rimosso dalla censura cinese, Peng ha raccontato di aver subito uno stupro da Zhang, prima di diventarne l'amante per quale tempo. All'epoca, Zhang la invitò a giocare a tennis con lui e la moglie, per poi costringerla ad avere un rapporto sessuale. Peng era molto giovane ma la sua carriera sportiva era in ascesa. Anni dopo sarebbe diventata numero uno della classifica mondiale nel doppio femminile, avrebbe vinto i tornei di Wimbledon nel 2013 e Parigi nel 2014.

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«Quel pomeriggio non volevo e ho pianto tutto il tempo», ha scritto Peng, senza però specificare con esattezza quando sarebbe avvenuta la violenza. Da quel primo incontro sarebbe nata una relazione clandestina, andata avanti a intermittenza durante il periodo in cui Zhang prestava servizio a Tianjin, quindi tra 2007 e il 2012. Con rancore, la tennista ha biasimato Zhang per non averla mai cercata quando era parte del Comitato permanente e si è chiesta perché l'uomo l'avrebbe forzata a riprendere il rapporto solo dopo il suo ritiro dalla scena politica. È possibile che Zhang temesse che macchina implacabile dell'anti-corruzione si sarebbe accanita contro di lui, accusandolo di cattiva condotta sessuale.
Nel 2018 - racconta Peng - ci sarebbe stato un altro stupro, nella camera da letto di Zhang, nient'altro che una ripetizione del triste episodio di quasi dieci anni prima. «Sono una cattiva ragazza», ha confessato Peng, sapendo benissimo che le sue accuse non possono essere verificate da prove. Zhang sarebbe stato sempre molto sospettoso, era preoccupato che la ragazza potesse filmare o registrare particolari dei loro incontri. «So che vista la tua posizione non hai paura di me, vicepremier Zhang Gaoli, ma anche se sono sola, come un uovo contro una roccia, come una falena verso una fiamma, dirò la verità su di te», ha scritto ancora Peng.


LA POLEMICA
Il suo caso è destinato a far discutere perché mai prima di questo momento l'onda del movimento #MeToo era arrivata così vicino a scuotere i vertici del potere politico di Pechino. L'account della campionessa è ancora attivo, ma i commenti ai post che la riguardano sono stati bloccati, come il suo nome e quello del funzionario. Persino la parola tennis è stata bloccata. Nonostante la censura, il post è diventato molto popolare in Cina e molti fan ora si chiedono quale sarà il destino della campionessa, considerati i tanti ostacoli legali e sociali che nella Repubblica Popolare le donne incontrano dopo aver denunciato casi di violenza sessuale.


I RISCHI
La ragazza rischia di essere tagliata fuori dal circuito degli sponsor, mentre Zhang rischia serie misure disciplinari. Peng ha avuto la solidarietà di Zhou Xiaoxuan, protagonista di un altro caso molto noto di molestie. La ragazza nel 2018 denunciò su Weibo un famoso volto del giornalismo televisivo cinese. Dopo tre anni, lo scorso settembre, il conduttore è stato prosciolto per mancanza di prove. La storia di Zhou, all'inizio sembrava una vittoria dei diritti delle donne, ma ha trovato un risvolto diverso quando il responsabile delle molestie ha fatto causa alla donna per averlo diffamato.

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