Peng Shuai, la tennista cinese scomparsa da 2 settimane: aveva accusato di stupro un politico

Peng Shuai, la tennista cinese scomparsa da 2 settimane: aveva accusato di stupro un politico
di Erminia Voccia
3 Minuti di Lettura
Martedì 16 Novembre 2021, 06:44 - Ultimo aggiornamento: 07:07

Dov'è Peng Shuai? Se lo chiedono tutti, dal movimento libero delle femministe cinesi alle star del tennis internazionale. La Women Tennis Association (Wta), l'associazione internazionale delle giocatrici professioniste, ha chiesto un'indagine trasparente e completa che faccia chiarezza sulla vicenda della tennista cinese, sparita dallo scorso 2 novembre.
Proprio quel giorno Peng aveva pubblicato un lungo post su Weibo, il Twitter cinese, rimosso dalla censura dopo soli 30 minuti. Il messaggio era una lettera aperta diretta all'ex vice premier Zhang Gaoli, ora in pensione. Zhang era considerato, almeno fino al 2017, uno dei 7 uomini più potenti del Partito comunista cinese. Peng con molto coraggio lo aveva accusato di stupro, raccontando anche della loro relazione durata, tra alti e bassi, quasi 10 anni. A seguito di quella pubblica denuncia, circolata in rete nonostante la censura e ormai nota ovunque, di Peng non si è saputo più nulla.

Peng Shaui, la tennista cinese denuncia: «L'ex vicepremier mi violentò dopo la partita»


Nessuno l'ha sentita, nessuno l'ha vista. Domenica scorsa Steve Simon, capo della Wta, ha chiesto alle autorità cinesi di indagare sulle gravi accuse di violenza sessuale mosse dalla campionessa cinese contro Gaoli. Ha affermato che sarebbe pronto a ripensare i rapporti della Wta con la Cina se non ci saranno risultati appropriati in tal senso.
In un'intervista al New York Times, Simon ha detto che, secondo diverse fonti attendibili - compresa la Chinese Tennis Association Peng sarebbe al sicuro e non avrebbe subito maltrattamenti fisici. Ma nessuno della Wta è riuscito a raggiungerla al telefono per avere conferma che stesse bene. «Credo sia a Pechino, ma non posso esserne sicuro perché non sono riuscito a parlare con lei», ha aggiunto.


ACCORDO A RISCHIO
Simon sa di non avere grande potere persuasivo nei confronti delle autorità cinesi. Ma la Wta negli ultimi anni si è concentrata non poco sul mercato locale. Un'attenzione culminata con la firma di un accordo della durata di 10 anni (fino al 2030) per disputare a Shenzhen le Wta Finals, il torneo che chiude la stagione con la sfida tra le migliori 8 tenniste del ranking . Nel 2020 i tornei non si sono svolti a causa della pandemia. Ma Simon ha spiegato che gli organizzatori cinesi vorrebbero investire più di 1 miliardo di dollari, inclusi i finanziamenti per un nuovo stadio.
«Peng Shuai e tutte le donne meritano di essere ascoltate, non censurate», ha scritto in una nota la stessa Wta. Le attiviste cinesi del movimento #MeToo sono seriamente preoccupate per la sua sicurezza. Su Twitter hanno condiviso post e foto di cartelli, affissi in luoghi non precisati, con scritte sia in cinese che in inglese. «Le donne cinesi rompono il silenzio», si legge su uno di questi cartelli.
Nicolas Mahut, Chris Evert, Alizé Cornet e Martina Navratilova sono tra le figure più note del tennis mondiale ad aver supportato la causa di Peng. Sullo sfondo, c'è chi ha fatto notare la coincidenza di questo scandalo con il Sesto Plenum del Partito comunista cinese, da poco concluso. E se qualcuno avesse voluto colpire un personaggio vicino all'ex vice premier Zhang Gaoli?

© RIPRODUZIONE RISERVATA