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Angela Merkel, la prima intervista da ex cancelliera: «Non mi scuserò per aver trattato con Putin»

«Se mi guardo indietro, quando tiro le somme, sono davvero contenta di non dovermi rimproverare di non aver fatto abbastanza per evitare un evento come quello che si è verificato»

Angela Merkel, la prima intervista da ex cancelliera: «Non mi scuserò per aver trattato con Putin»
di Francesco Malfetano
3 Minuti di Lettura
Giovedì 9 Giugno 2022, 15:46

«Non mi biasimo. La diplomazia non può essere considerata sbagliata perché a volte non funziona. Non mi scuserò». Nella sua prima intervista da ex cancelliere, Angela Merkel difende il faticoso dialogo costruito negli anni passati dalla sua Germania con Vladimir Putin. Anzi, rispondendo un po' alle tante critiche che le sono state mosse sui media tedeschi, rivendica tutto: «Se mi guardo indietro, quando tiro le somme, sono davvero contenta di non dovermi rimproverare di non aver fatto abbastanza per evitare un evento come quello che si è verificato» ha detto rispondendo al giornalista Alexander Osang durante un attesissimo evento al teatro Berliner Ensemble.

L'Ucraina nella Nato

Merkel ha anche spiegato di essersi opposta all’ammissione dell’Ucraina nella Nato, nel 2008, perché era «molto sicura» che il presidente russo Vladimir Putin non avrebbe «permesso che ciò accadesse» e perché all’epoca l’Ucraina era «dominata dagli oligarchi» e «non era un Paese internamente democratico». Posizioni dure ma lucide che fanno il paio con l'analisi dello scenario attuale. Sottolineando la «marcata discrepanza» tra lei e il leader russo verificata nel corso di numerosi vertici, l'ex leader Cdu ha tenuto a raccontare di come Putin «odiava» il modello occidentale di democrazia e avesse in mente di «distruggere» l'Unione Europea. Ambizioni che, riguardo alla situazione ucraina di oggi, spingono la Merkel a sostenere che «La deterrenza militare è l'unico linguaggio che capisce».

L'accordo di Minsk

D'altro canto, tornando all'escalation che ha portato Mosca alla sanguinosa invasione, la donna - che ha più volte sottolineato di essersi ritirata a vita privata e di non aver intenzione di tornare a fare politica - ha difeso anche l'accordo di Minsk del 2014. Secondo l'ex leader tedesca sebbene l'intesa non sia stata del tutto appetibile per gli ucraini, ha consentito di guadagnare tempo importante per l'Ucraina. «L'accordo è stato elogiato, approvato e accolto con favore dall'UE. Questo accordo è stato incorporato in una risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, quindi ha il carattere di diritto internazionale». È vero però, ha ammesso, che sarebbe stata opportuna una risposta più dura dopo l'annessione della Crimea da parte della Russia nel 2014 (rivendicando però che sono stati presi provvedimenti seri come l'esclusione della Russia dal Gruppo degli Otto (Leading Industrial Nations) e la clausola della NATO grazie alla quale i membri spendono il 2% del PIL per la difesa). 

Le accuse

Infine, nella lunga intervista molto criticata in patria per i toni autoassolutori, Merkel ha rispedito al mittente anche le accuse di aver avvicinato troppo il Paese al Cremlino spingendo per la costruzione del Nord Stream 2 (oggi bloccato). Secondo la donna a causa della vicinanza della Russia all'Europa era impossibile non commerciare. Anche se non ha mai ritenutopossibile trasformare la Russia attraverso questi scambi.

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