Lesbo, l'allarme di Oxfam: «8mila persone intrappolate nel nuovo campo di Moria»

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Mercoledì 21 Ottobre 2020, 18:07 - Ultimo aggiornamento: 18:32

Le condizioni a cui al momento sono costretti quasi 8 mila uomini, donne e bambini intrappolati nel nuovo campo temporaneo di Lesbo, sono ancora peggiori di quelle di cui erano vittime nell’inferno del campo di Moria, completamente distrutto nell’incendio dello scorso 8 settembre.

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È l’allarme lanciato da Oxfam e Greek Council for Refugees (GRC), con un nuovo rapporto, di fronte alla situazione sempre più disperata che si trovano ad affrontare migranti e richiedenti asilo che ancora sono sull’isola greca. Nel nuovo campo, costruito nello spazio dove prima sorgeva un poligono, manca l’acqua corrente e con l’inverno in arrivo tantissime famiglie con figli piccoli sono costrette in tende di fortuna, del tutto inadeguate a sopportare il calo delle temperature o la minima raffica di vento.

“Alcune tende si trovano ad appena 20 metri dal mare, non c’è sistema fognario, assistenza sanitaria, servizi igienici o docce, né sono previste norme di prevenzione del contagio da Coronavirus, che già aveva causato casi nel campo andato distrutto. -  spiega Paolo Pezzati, policy advisor per la crisi migratoria di Oxfam Italia – Come se non bastasse il cibo spesso viene distribuito solo 1 volta al giorno e molti sono costretti a lavarsi in mare. Inoltre mancando quasi totalmente l’illuminazione donne e bambini di notte sono ancora più esposti di prima al rischio di subire abusi e violenze”.

Una situazione drammatica di fronte a cui Oxfam e GRC lanciano un appello urgente per l’immediato trasferimento di tutti i migranti presenti nel campo in strutture adeguate nella Grecia continentale e in altri Paesi Ue.

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