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Isis, al-Quraishi eliminato dalle forze speciali Usa. «Si è fatto esplodere con moglie e figli»

Isis, al-Quraishi eliminato dalle forze speciali Usa. «Si è fatto esplodere con moglie e figli»
di Anna Guaita
4 Minuti di Lettura
Giovedì 3 Febbraio 2022, 15:14 - Ultimo aggiornamento: 5 Febbraio, 01:20

Nel silenzio della campagna, poco dopo mezzanotte, Abu Mohammed è stato svegliato da un rombare insistente: «Ho riconosciuto il rumore degli elicotteri. Sono passati così bassi che quasi quasi sfioravano il tetto della mia casa. Pensavo fossero di nuovo i russi che venivano a bombardare i ribelli. Ma poco dopo ho sentito una voce che con un megafono pressava gli abitanti di una casa vicina a uscire se non volevano essere uccisi». È cominciata così, nella fredda notte di ieri, nel nord della Siria occidentale, l’audace missione delle squadre speciali Usa contro l’uomo che guidava l’Isis da tre anni, Abu Ibrahim al-Hashimi al-Qurayshi.

Il leader Isis al-Quraishi ucciso durante un'operazione in Siria

Moglie del leader condannata

Davanti all’assedio delle truppe Usa, il capo dell’organizzazione terrorista ha scelto di non resistere e di farsi saltare per aria, condannando così anche la moglie e i due bambini. Per oltre due ore gli americani, servendosi di interpreti iracheni, avevano negoziato una soluzione pacifica, in un vano tentativo di non ripetere la simile sanguinosa soluzione dell’assedio nel 2019 contro l’allora capo dell’Isis, Abu Bakr al-Baghdadi, il quale preferì anche lui farsi esplodere e uccidere i suoi due bambini. 
Il presidente Biden ha ieri ringraziato le squadre speciali per il loro coraggio, sottolineando di aver voluto mandare un messaggio ai terroristi: «Dovunque vi nasconderete, vi troveremo». Ha così ribadito quello che aveva sostenuto dopo la disordinata uscita dall’Afghanistan e cioè che anche senza quella base nel cuore del Medio Oriente gli Usa hanno orecchie e occhi dappertutto e possono trovare i loro nemici. La Russia intanto ha fatto sapere, attraverso il ministero degli esteri, che appoggia gli sforzi degli Stati Uniti contro il terrorismo. 

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Sulla testa di Al-Qurayshi pendeva una taglia di 10 milioni i dollari, a riprova della sua importanza. Secondo il Pentagono sarebbe stato uno dei mandanti del genocidio della minoranza degli Yazidi in Iraq nel 2014 e dell’assalto alla prigione di Hasaka in Siria pochi giorni fa, nel quale sono morti 490 individui, anche giovanetti. Non sembra avesse avuto un ruolo diretto nell’attacco contro l’aeroporto di Kabul, dove una cellula dell’Isis lo scorso agosto ha causato 183 morti, di cui 13 militari americani. Ma la sua morte di sicuro creerà un periodo di disorganizzazione e caos dentro l’organizzazione terrorista, che dovrà trovare un nuovo capo e creare nuovi canali di collegamento e comunicazione.
 

 

La missione

La missione era stata studiata per mesi, e gli esperti dell’antiterrorismo avevano anche ricostruito un modello della casa di tre piani e l’avevano portata nella Situation Room della Casa Bianca per valutare i diversi tipi di interventi possibili. Biden ha dato il via libera all’operazione martedì, dopo aver chiesto una missione a terra, invece che i più sicuri ma devastanti bombardamenti con i droni, proprio nella speranza di evitare un massacro. Ma anche con il lungo negoziato intavolato dai circa 20 uomini delle squadre speciali e i loro interpreti, e interrotto periodicamente da scontri a fuoco, solo una parte degli abitanti della palazzina è uscita indenne. L’intera famiglia del primo piano – padre, madre e quattro bambini - ha risposto subito all’invito dei soldati. 

 

Lo sforzo Usa

Al secondo piano sono stati salvati altri quattro bambini, figli del luogotenente di al-Qurayshi che si era rifiutato di uscire e insieme alla moglie ha accolto i soldati a colpi di arma da fuoco, rimanendo tutti e due uccisi. Altre testimonianze confermano lo sforzo dei militari Usa di evitare vittime fra gli innocenti: gli abitanti delle case vicine hanno raccontato ai media in loco che i soldati americani hanno bussato alle loro porte e hanno raccomandato loro di allontanarsi, perché temevano un’esplosione. Il portavoce del Pentagono John Kirby ha negato che tanta cautela fosse una diretta conseguenza del tragico errore dell’intelligence a Kabul, dove lo scorso 29 agosto i droni Usa hanno massacrato per sbaglio un’intera famiglia con 7 bambini: «Fa parte dello sforzo che facciano sempre di minimizzare le vittime civili», si è limitato a dire Kirby, che ha più volte sottolineato che tutte le vite perse nell’attacco di ieri notte sono state causate dal capo terrorista e che le sue bombe erano tanto forti da abbattere le mura del terzo piano e dilaniare i corpi sparpagliandoli nei campi circostanti. 
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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