STATI UNITI

​Iran, nuove centrifughe per l'arricchimento dell'uranio: «No a colloqui con Usa fino a revoca sanzioni»

Sabato 10 Aprile 2021
Iran, avviate nuove centrifughe per l'arricchimento dell'uranio

L'Iran ha inaugurato delle nuove centrifughe per l'arricchimento dell'uranio. La cerimonia si è tenuta a Natanz, sede di un complesso nucleare. La tv di Stato non ha mostrato le immagini delle centrifughe ma ha realizzato un collegamento con gli ingegneri dell'impianto che hanno raccontato di aver introdotto esafluoruro di uranio dopo aver ricevuto l'ordine dal presidente Hassan Rohani.

Avviata una linea di 164 centrifughe IR-6 e un'altra delle 30 IR-5: «Sono in grado di poterci fornire una quantità di prodotto dieci volte maggiore rispetto alla precedente», ha detto il presidente. «Tutte le attività nucleari sono solo a scopi pacifici e per scopi civili. Come ha detto in diverse occasioni la Guida Suprema - ha rassicurato Rohani - per la nostra giurisprudenza è vietato rincorrere un'arma che potrebbe costituire un grande pericolo».

Gli Stati Uniti, durante i colloqui di Vienna che hanno l'obiettivo di salvare l'accordo nucleare, si sono detti «pronti» a ritirare le sanzioni per Teheran quando «tornerà a rispettare gli obblighi dell'accordo». 

«Non ci sono stati tra gli Usa e l'Iran colloqui diretti o indiretti a Vienna o altrove perché non c'è bisogno di trattative dal momento che il Jcpoa (l'accordo internazionale sul nucleare iraniano del 2015, ndc) è stato negoziato in ogni dettaglio e gli Stati Uniti devono dimostrare a tutti, non solo sulla carta, che vogliono invertire la rotta rispetto all'era Trump, che vogliono attuare integralmente e fedelmente il Jcpoa e revocare tutte le sanzioni illegali contro l'Iran». Si è espresso così il portavoce del ministero degli Esteri di Teheran, Saeed Khatibzadeh, in una lunga intervista a Christiane Amanpour per la Cnn. Secondo il portavoce, a Vienna si sono registrati «passi positivi da parte del gruppo 4+1» (Cina, Francia, Regno Unito e Russia più la Germania) e i colloqui «hanno dimostrato che sono possibili progressi», mentre il lavoro si concentra sulla definizione di una «lista di sanzioni che gli Stati Uniti dovrebbero effettivamente rimuovere».

Il gruppo 4+1, ha insistito, «ha i canali per parlare con gli Usa e sapere cosa effettivamente pensano». E, ha proseguito, «se Stati Uniti e Iran potranno di nuovo parlare dipenderà da se gli Usa torneranno nell'accordo e al tavolo del Jcpoa», in un momento in cui è «quasi impossibile credere negli Stati Uniti soprattutto dopo quattro anni di costante guerra economica contro il popolo iraniano» durante l'Amministrazione Trump.

La produzione di uranio arricchito in Iran

Dall'inizio di quest'anno l'Iran ha prodotto 55 kg di uranio arricchito al 20%, mentre l'attuale accordo del 2015 prevede tra le altre cose per la Repubblica islamica il limite massimo dell'arricchimento di uranio al 3,67%. La quantità annunciata è superiore a quella prevista in base alla legge iraniana - emanata come rappresaglia al ritiro degli Usa dall'intesa -, che indica una soglia media di produzione 10 kg al mese.

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Secondo il portavoce, l'obiettivo annuale fissato in 120 kg potrebbe essere raggiunto entro agosto. Stando all'ultimo rapporto trimestrale dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea), al 16 febbraio Teheran aveva prodotto 17,6 kg di uranio arricchito al 20%. La soglia è comunque ancora significativamente inferiore al 90% richiesto per poter arrivare all'atomica, che l'Iran ha sempre negato di volere.

 

 

Ultimo aggiornamento: 13:13 © RIPRODUZIONE RISERVATA