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Perché Russia e Ucraina sono in guerra? L'obiettivo di Putin e la "minaccia" di Kiev: i motivi del conflitto

Dall'indipendenza del 1991, all'annessione della Crimea nel 2014 a oggi. Come si è arrivati allo scontro

Perché la Russia e l'Ucraina sono in guerra? L'obiettivo di Putin e la "minaccia" di Kiev: i motivi del conflitto
4 Minuti di Lettura
Giovedì 24 Febbraio 2022, 17:49

La guerra è realtà. Le minacce hanno lasciato spazio ai fatti. Da questa mattina è cominciata l'invasione che solo qualche settimana fa sembrava impensabile. La Russia sta bombardando l'Ucraina e eliminando gli obiettivi militari uno dopo l'altro. L'obiettivo annunciato del Cremlino è ribaltare il governo «nazista» (dice Putin) di Kiev. E questo, fanno sapere dagli Stati Uniti, è solo la prima fase di un conflitto che potrebbe essere lungo e catastrofico. Ma come è nato il conflitto tra queste due nazioni?

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Perché Russia e Ucraina sono in guerra

Le tensioni tra Russia e Ucraina sono cominciate nel 2014, quando Kiev ha allontanato l'allora presidente filorusso Viktor Janukovich, per istituire un governo di respiro occidentale. La risposta di Putin è stata annettere la Crimea (che era parte dell'Ucraina), tuttora ancora sotto il controllo di Mosca. La Russia ha sempre considerato l'Ucraina uno stato satellite, nonostante l'indipendenza del 1991, arrivata dopo la fine della guerra fredda. Diversa l'idea del popolo ucraino, che ha manifestato la voglia di avvicinarsi all'Europa prima nel 2004 con la cosiddetta "rivoluzione arancione", poi nel 2013 con la rivolta di Maidan.

Dal 2014 a oggi l'idea dell'Ucraina non è cambiata. Anzi, la richiesta dell'ingresso nella Nato (l'alleanza atlantica nella quale sono presenti i principali stati occidentali), ha spinto Putin ad agire. «Non permetteremo mai alla Nato di avvicinarsi ai nostri confini», ha detto il presidente russo. Ma nonostante al momento non sia una possibilità reale - come ammesso anche dal presidente americano Biden -, il solo obiettivo di Kiev rappresenta per la Russia una minaccia troppo forte. La volontà di Putin è rendere la Russia di nuovo una super potenza mondiale, come ai tempi dell'Urss. E perdere il controllo dell'Ucraina rappresenterebbe il colpo che farebbe sprofondare definitivamente questo obiettivo.

Il discorso di Putin e la colpa di Lenin

«L’Ucraina è parte integrante della nostra storia e cultura - ha spiegato Putin -. Non è solo un Paese confinante, sono parenti, persone con cui abbiamo legami di sangue. L'Ucraina è stata creata dalla Russia. Fu Lenin a chiamarla in questo modo, è stato il suo creatore e il suo architetto. Lenin aveva un interesse particolare anche per il Donbass», ha detto, aggiungendo che l'Ucraina è stato «un errore» di Lenin. «L'Ucraina ha sempre rifiutato di riconoscere i legami storici con la Russia, e non c'è da meravigliarsi quindi per l'ondata di nazismo e nazionalismo in questo Paese», ha aggiunto.

La crisi del Donbass

La famosa goccia che ha fatto traboccare il vaso della crisi è stata il riconoscimento delle repubbliche indipendentiste del Donbass. Da anni nella regione orientale ucraina - dove ci sono alcuni dei più importanti giacimenti di carbone al mondo - i separatisti filorussi combattono contro l'esercito ucraino, finanziati dal Cremlino. Riconoscendo Donetsk e Luganks, Putin ha dato il via libera all'invasione, auto-arrogandosi il diritto di entrare nel territorio ucraino.

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