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Greta Thunberg, la bimba simbolo della lotta per il clima: giovani in piazza in 150 nazioni

Giovedì 14 Marzo 2019 di Franca Giansoldati
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Greta Thunberg, giovani in piazza in 150 nazioni per il clima

Migliaia di studenti scioperano oggi in 150 Paesi, aderendo allo Strike4Climate, sostenendo la battaglia in difesa del clima dell'attivista 16enne svedese Greta Thunberg, che ha promosso le marce di giovani in tutta Europa. Per lei è stato anche proposto il premio Nobel per la Pace da tre parlamentari norvegesi per il suo impegno contro la crisi climatica e il riscaldamento globale. 'Non c'è più tempo, anche gli adulti devono agirè, dice la ragazzina e fa appello ai suoi coetanei: 'Mobilitiamoci tutti per avere cambiamenti realì.

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«Global strike for climate», è stata chiamata così questa mobilitazione giovanile che, partita in sordina, è diventata un vero e proprio movimento, lo Youth for Climate.  «A noi ragazzi non rimarrà niente». Non è troppo tardi per salvare la Terra, ma occorre far presto, perché ogni giorno che passa è un giorno perso nella lotta ai cambiamenti climatici. L’Onu calcola che ogni anno muoiono per malattie legate all’inquinamento ambientale 6-7 milioni di persone. «Siamo a un bivio — avvertono gli scienziati nel rapporto — o continuiamo sulla strada attuale, che porterà a un futuro terribile per l’umanità, o ci concentriamo su un percorso di sviluppo più sostenibile. Questa è la scelta che devono fare i nostri leader politici, ora». L’ allarme sui rischi per il pianeta chiede misure concrete per arrivare entro il 2050 ad emissioni zero di gas serra.

Il rapporto dell’Onu — il sesto Global Environmental Outlook, un volume di 740 pagine, redatto negli ultimi cinque anni da 250 scienziati di oltre 70 paesi — spiega che siamo in ritardo. Anche se venissero tagliate  le emissioni di gas serra in linea con l’accordo di Parigi del 2015, le temperature invernali nell’Artico aumenteranno di 3-5 gradi entro il 2050 e di 5-9 entro il 2080, devastando l’area e provocando l’innalzamento del livello dei mari in tutto il mondo, con conseguenze disastrose.

Lo studio conferma, inoltre, che l’inquinamento atmosferico è la principale causa di malattie e provoca milioni di morti premature, con perdite economiche stimate in cinquemila milioni di dollari all’anno. Anche gli inquinanti nell’acqua dolce sono un grandissimo rischio: le infezioni resistenti ad antimicrobici e antibiotici possono moltiplicarsi e diventare fra le principali cause di morte in tutto il mondo entro il 2050, con un impatto anche sulla fertilità maschile e femminile e sullo sviluppo neurologico dei bambini.
 

Ultimo aggiornamento: 15 Marzo, 10:10 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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