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Gerasimov, giallo sul supergenerale fatto rientrare a Mosca. Gli ucraini: è stato ferito

Sarebbe stato colpito sabato da una scheggia durante un attacco a Izyum. Decisiva la soffiata degli 007

Gerasimov, giallo sul supergenerale fatto rientrare a Mosca. Gli ucraini: è stato ferito
di Marco Ventura
4 Minuti di Lettura
Martedì 3 Maggio 2022, 06:50 - Ultimo aggiornamento: 09:40

Gli ingredienti del giallo ci sono tutti. C'è il generale Valery Gerasimov, l'ombra del ministro della Difesa russo Shoigu (che non viene dai ranghi militari) ed è presentato ovunque come l'ufficiale in uniforme più alto in grado di tutte le Russie, e incidentalmente è pure l'inventore della guerra ibrida che combina carri armati, informatica e fake news. C'è la sfida tra le Intelligence occidentali e quella russa, con il tentativo attraverso droni e satelliti di avere una fotografia esatta di tutti i bersagli grossi sul campo.

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Gerasimov, giallo sul supergenerale

E non c'è dubbio che il generale Gerasimov, per alcuni giorni della scorsa settimana in visita al fronte nella prima linea di Izyum, la cittadina ucraina occupata dai russi da cui parte la nuova offensiva del Dobass, sia un target di primissimo livello. E ci sono i lanciarazzi BM-21, noti come Grad, forti di 40 proiettili l'uno, che avrebbero martellato sabato sera la Scuola 12 di Izyum, caposaldo russo nella proiezione verso Est. Nell'attacco sarebbero stati uccisi circa 200 militari russi, compreso il nono o decimo (il computo è incerto) alto ufficiale, il general-maggiore Andrei Simonov, 55 anni, responsabile della guerra elettronica. Distrutti una trentina di corazzati. Sarebbe invece scampato per un soffio lo stesso Gerasimov. Alcune fonti dicono che era già ripartito per Mosca, altre che sarebbe rimasto ferito nella parte alta della gamba destra da una scheggia, poi rimossa, senza tuttavia fratturare ossa, e sarebbe stato quindi trasferito in elicottero a Belgorod, città russa di frontiera collegata direttamente a Izyum, per poi salire a bordo di un Tupolev ed essere riportato a Mosca. Il giallo della sua uccisione, poi smentita, e del ferimento, incerto, indica però, ancora una volta, la vulnerabilità delle alte sfere di Mosca sul terreno.

 


INTERVENTO AL FRONTE


Che il capo di Stato maggiore generale delle Forze armate russe fosse andato in Ucraina, come confermato ieri anche dal Pentagono, a rincuorare le truppe, a dare il suo visto ai piani d'attacco e a controllare di persona la grande offensiva nel Donbass che dovrebbe consegnare a Putin il premio di consolazione dopo l'inglorioso ritiro dal Nord, dalla regione di Kiev, significa che il Cremlino ha bisogno di far vedere ai suoi stessi soldati che sono sostenuti dai loro comandanti, e che Putin richiede una presenza e un controllo di totale fiducia sul modo in procede la campagna. Ma il risultato è, ancora una volta, uno smacco simbolico e mediatico per i russi sul campo. Nella scuola 12 di Izyum avevano stabilito il loro comando la seconda Armata combinata russa e le truppe aviotrasportate. La visita di Gerasimov doveva essere segreta e invece l'Intelligence ucraina l'ha scoperta e fatta trapelare. Ed è dichiarato e ufficiale che l'Intelligence USA e quella britannica forniscano un supporto di sostanza a Kiev. Gerasimov sarebbe andato a Izyum sabato. Secondo fonti ucraine, l'attacco non sarebbe stato sferrato con l'intento di colpire il n.1 delle forze armate russe, ma più semplicemente una base operativa importante dei russi sul fronte del Donbass. L'attacco a colpi di missili Grad sarebbe avvenuto sabato stesso. Comunque, troppo tardi.


RUOLO CHIAVE


La ricognizione d'Intelligence attraverso droni e satelliti continua a creare grossi problemi ai russi, che hanno già perso la nave ammiraglia della flotta nel Mar Nero, Moskva, e contano perdite consistenti tra gli ufficiali. «Perdite che sono il frutto di una cattiva prestazione di Mosca e di una sorprendente incompetenza», dice all'emittente radiofonica americana Wabc 770 AM l'ammiraglio James Stavridis, un ex comandante Nato. Un drone turco Bayraktar avrebbe anche distrutto, all'alba di ieri, due navi Raptor russe al largo dell'Isola dei Serpenti, nel Mar Nero. E gli 007 britannici fanno sapere che un quarto delle unità di combattimento russe è fuori uso, su 120 gruppi di battaglioni tattici forti ciascuno di 600 fino a mille soldati che costituiscono il 65 per cento di tutta la forza offensiva di terra russa. I russi continuano a soffrire guai logistici e lacune nella catena di comando, e la loro avanzata nel Donbass è costante ma troppo lenta (in alcune zone, non più di un paio di chilometri al giorno) soprattutto rispetto agli obiettivi posti da Putin per celebrare la Vittoria sulla Germania nazista il prossimo 9 maggio, e proclamare al contempo la mobilitazione generale.

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