Eitan, la zia in Israele. Il legale: «Qui per riportarlo in Italia». Udienza anticipata al 23 settembre

Eitan, la zia in Israele con un unico obiettivo: «Riportare piccolo a casa senza ritardi»
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Domenica 19 Settembre 2021, 14:24 - Ultimo aggiornamento: 20 Settembre, 10:55

La zia di Eitan, il piccolo sopravvissuto alla tragedia del Mottarone, è arrivata in Israele con un unico obiettivo: «Riportare il bambino a casa sua in modo pacifico e senza ritardi». La donna, affidataria della tutela del piccolo, è «accompagnata da funzionari diplomatici» come afferma il portavoce Eytan Har-Or che ha mandato un messaggio ai giornalisti che sono davanti alla sua abitazione a Travacò Siccomario, in provincia di Pavia. L'arrivo in Israele - ha spiegato il portavoce - è «avvenuto a seguito del rapimento illegale di Eitan sul quale in Italia è stata avviata una indagine penale» con il sospetto di «circostanze aggravate». La signora Aya Biran-Birko - ha proseguito il portavoce dopo aver ricordato che in Israele «è in corso una indagine penale nei confronti dei rapitori» - è «turbata dalle informazioni circa lo stato psicologico e mentale di Eitan e di quanto viene compiuto dai suoi rapitori nel lungo periodo che è nelle loro mani»

Eitan, la zia paterna già partita per Israele. E spunta un terzo indagato

Eitan, la zia in Israele per riportarlo a casa

Non si dà pace la zia del bambino che vorrebbe, a quanto si legge, riportare Eitan alla sua quotidianità (già stravolta dalla perdita di tutta la sua famiglia nella tragedia del Mottarone). «La casa di Eitan - ha spiegato - è in Italia. Eitan deve rientrare senza ritardi affinché possa proseguire i suoi studi in prima elementare che aveva iniziato una settimana prima del rapimento e che aspettava con ansia e a cui si era preparato molto. E che possa proseguire le cure di riabilitazione e di sostegno mentale in corso, interrotte a causa del rapimento».

«I suoi zii, i nonni in Israele e le cugine, per Eitan sorelle, i suoi compagni di studio, l'equipe medica e la Comunità ebraica aspettano il ritorno del piccolo Eitan - ha proseguito il portavoce - alla routine e alla stabilità, così importanti dopo il disastro». «La famiglia Biran - ha concluso il portavoce - chiede a tutti media di non pubblicare le immagini del minore a viso scoperto e che sia rispettata la sua privacy».

Udienza anticipata al 23 settembre

L'udienza al Tribunale della famiglia di Tel Aviv sul caso di Eitan è stata anticipata, dal 29 settembre, a giovedì prossimo 23 settembre. Lo riportano i media. Secondo radio Kan , la signora Biran - da oggi in Israele - si è rivolta al Procuratore generale Avichai Mandelblit chiedendo di «riavere Eitan al più presto sulla base della Convezione dell'Aja». Aya Biran inoltre si è rivolta alla polizia per essere interrogata.

Le indagini: spunta un terzo indagato

Nel frattempo nelle indagi che proseguono senza sosta spunta il nome di un terzo indagato: è l'uomo alla guida dell'auto. Oltre al nonno e alla nonna, ora c'è anche un 56enne israeliano che era alla guida dell'auto su cui viaggiavano Shmuel Peleg e Eitan per raggiungere la Svizzera. Nonno, nipote e autista erano stati fermati per un controllo e poi identificati dalla polizia svizzera, nei pressi dell'aeroporto di Lugano, dove Peleg e il piccolo sono saliti su un volo privato con destinazione Israele, dove si trovano attualmente. 

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