Fossa comune con i corpi di 700 ebrei trovata in Bielorussia. «24 erano bambini»

La fossa comune dell'orrore: in Bielorussia ritrovati i corpi di 700 ebrei uccisi dai nazisti
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Giovedì 28 Febbraio 2019, 21:02 - Ultimo aggiornamento: 21:37

Per oltre 76 anni, sotto terra, ad appena un metro e mezzo di profondità, sono rimasti sepolti i corpi di centinaia di donne, bambini e anziani. Gli uomini erano stati fatti fuori prima dai tedeschi. Il ritrovamento, riportato dalla Bild, che ha visitato il luogo, è avvenuto il 17 gennaio scorso. Una fossa comune coi resti di un migliaio di ebrei, massacrati dai nazisti durante l'occupazione tedesca della Bielorussia, è stata scoperta per caso, durante i lavori in un cantiere edilizio della città di Brest, ai confini con la Polonia.

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La maggior parte delle vittime di quel massacro, avvenuto proprio ai margini del ghetto di allora, presenta dei colpi alla testa. Da una fossa lunga 4 metri e larga 1,5, sono state estratte centinaia di ossa e teschi, ma anche vestiti e scarpe. Il tabloid parla dei resti di almeno 24 bambini, e di un neonato di non più di 3 mesi. Sono state accertate spoglie di almeno 730 vittime, ma si calcola che, complessivamente, sepolte sul posto ce ne fossero almeno 1.000. E a ciascuno sarà data sepoltura, nelle intenzioni dell'amministrazione locale, riferisce la Bild. «Prima della guerra, Brest contava 56 mila abitanti, 30 mila dei quali erano ebrei», ha raccontato al giornale Efim Basin, presidente della comunità ebraica locale. «Dopo (la guerra) gli ebrei erano 19». Oggi 491, in una città di 300 mila abitanti. Le truppe tedesche avevano occupato Brest nel 1941, e migliaia di ebrei furono assassinati. Nel dicembre 1941 fu istituto sul posto un ghetto, nel quale vissero temporaneamente almeno 18 mila persone. Nell'ottobre del 1942, quasi tutti i sopravvissuti furono portati a Bronnaja Gora e uccisi. In seguito al traumatico ritrovamento, si è aperta a Brest una discussione sull'opportunità di proseguire i lavori per la costruzione di un edificio inizialmente destinato a degli appartamenti. È già partita infatti una petizione per fermare il progetto. E c'è chi vorrebbe che sul posto sorgesse, invece, un monumento alla memoria delle vittime della Shoah. Ma l'impresa fa resistenza, puntando a realizzare comunque la costruzione.

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