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Covid-19, il Brasile supera la Cina ma Bolsonaro minimizza. Ministro Salute: «Situazione peggiora»

Mercoledì 29 Aprile 2020
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Covid-19, il Brasile supera la Cina ma Bolsonaro minimizza. Ministro Salute: «Situazione peggiora»

Si aggrava l’epidemia di Covid-19 in Brasile. Il colosso sudamericano, con oltre 5 mila morti accertati, ha superato la Cina in termini di vittime ma la sua politica di contrasto al virus continua ad oscillare tra la fermezza di governatori e sindaci che difendono il lockdown e lo scetticismo del presidente Jair Bolsonaro, arroccato sulla sua linea negazionista nonostante il crollo di popolarità. 

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Il nuovo ministro della Salute, Nelson Teich, è stato costretto ad ammettere oggi che «la situazione sta peggiorando», mentre Bolsonaro ha risposto stizzito ad una giornalista che gli chiedeva un commento sull’impennata di decessi e contagi: «E quindi? Mi dispiace, ma cosa volete che faccia? Mi chiamo Messia (il suo secondo nome, ndr) ma non faccio miracoli...». Teich, che si è insediato da poco meno di due settimane dopo la cacciata di Luiz Henrique Mandetta, diventato una sorta di eroe nazionale per la strenua difesa delle misure di distanziamento sociale, ha ammesso che la «curva dei contagi è in aumento» e che si nota «un aggravamento della situazione in alcuni luoghi dove la crisi è più forte». 

Un chiaro riferimento ai focolai di San Paolo, Manaus, Recife e Rio de Janeiro. Nella capitale paulista, epicentro del contagio, le morti sono più che triplicate nelle ultime tre settimane ed i casi sospetti sono quadruplicati. A Manaus, in Amazzonia, il sindaco ha autorizzato da ieri sepolture notturne anche in fosse comuni scavate alla luce delle fotoelettriche. «Stanno mettendo le bare una sopra l’altra, senza rispetto. Mi hanno detto che non c’è spazio e che bisogna seppellire una bara sopra l’altra. Mi sento umiliato», ha raccontato ai media locali Leonardo Garcia, che la notte scorsa ha assistito alla sepoltura di suo padre nel cimitero Nossa Senhora de Aparecida, le cui immagini hanno fatto il giro del mondo. A Manaus sono state eseguite 140 sepolture solo ieri, mentre le cifre ufficiali parlano di 320 decessi per Covid-19 dall’inizio dell’epidemia. È ormai chiaro che le cifre ufficiali sono di gran lunga sottostimate rispetto alla realtà. Ne è convinto anche l’epidemiologo Paulo Lotufo, dell’Università di San Paolo, secondo il quale le morti per Covid-19 nella capitale paulista sarebbero in realtà superiori del 168 per cento. 

«C’è stato un aumento di morti per cause naturali del 9 per cento il mese scorso, è una cifra impressionante. Specialmente se pensiamo che la prima morte ufficiale per Covid-19 risale al 17 marzo», ha detto il professor Lotufo, che lamenta il basso numero di test eseguiti. Per correre ai ripari, il governo ha dato il via libera da oggi ai test rapidi anche nelle farmacie. Prorogato di altri 30 giorni anche il divieto di ingresso in Brasile agli stranieri per via aerea, ad esclusione dei residenti permanenti e dei funzionari accreditati presso il governo di Brasilia. 

Oltre a Bolsonaro, oggi sul banco degli imputati è finito anche un suo fedelissimo: il ministro dell’Istruzione Abraham Weintraub, autore di un post sui social ritenuto offensivo nei confronti della Cina, che attraverso l’ambasciata a Brasilia ha inviato una richiesta formale di scuse. Weintraub ha accusato Pechino di aver diffuso la pandemia per «dominare il mondo». Subissato dalle critiche, ha poi rimosso il post. Ma un giudice della Corte suprema ha autorizzato l’apertura di un’inchiesta nei suoi confronti con l’accusa di razzismo.

Ultimo aggiornamento: 18:57 © RIPRODUZIONE RISERVATA