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Cina, la portaerei Fujian è la prima a poter competere con gli Usa (e nel nome c'è un riferimento a Taiwan)

Cina, la portaerei Fujian è la prima a poter competere con gli Usa (e nel nome c'è un riferimento a Taiwan)
4 Minuti di Lettura
Venerdì 17 Giugno 2022, 10:37 - Ultimo aggiornamento: 18 Giugno, 10:42

La Cina ha lanciato ufficialmente la sua terza portaerei alla quale è stato dato il nome di Fujian, la provincia che è di fronte all'isola di Taiwan. Lo ha riferito il network statale Cctv, ricordando che la nuova unità della marina si aggiunge alla Liaoning (la prima realizzata su uno scafo comprato dall'Ucraina dopo la dissoluzione dell'Urss) e la Shandong, la prima sviluppata tutta in Cina. La nuova portaerei è dotata di tecnologie di ultima generazione per l’armamento e per il lancio, all’altezza delle marine occidentali; ennesimo segno di come Pechino stia potenziando la sua marina - già la più grande del mondo - e tentando di farne una flotta d’alto mare, cioè capace di operare globalmente e non solo a difesa dei porti cinesi.

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Il lancio in ritardo per Covid

Il lancio della Fujian è avvenuto con un ritardo di settimane sulla tempistica originaria per l'ondata di Covid-19 che ha colpito Shanghai, portando al lockdown e al blocco delle attività, inclusi i cantieri navali dove è in costruzione.  La Fujian, nota anche come Type 003, è un'ulteriore prova delle ambizioni da superpotenza militare di Pechino, essendo la «prima portaerei con catapulta interamente progettata e costruita» dagli esperti cinesi, ha riferito la Cctv. Ha, infatti, un sistema di lancio a catapulta, verosimilmente di tipo Emals (la catapulta impiega un motore a induzione lineare, e non un pistone a vapore) come le navi della marina americana. Le tecnologie impiegate sulla nuova portaerei permettono di trasportare molte più armi, e di lanciare una varietà molto maggiore di velivoli.

L'annuncio, che era considerato imminente, è comunque maturato in una fase in cui le tensioni tra Cina e Usa sono aumentate in modo significativo nelle ultime settimane a causa delle pressioni dell'Esercito popolare di liberazione (Pla) su Taiwan, considerata da Pechino una parte «inalienabile» del territorio cinese, destinata alla riunificazione anche con l'uso della forza, se necessario. La Cina ha ripetutamente navigato con le sue navi da guerra attraverso lo stretto che separa l'isola dalla terraferma anche per contrastare il passaggio delle unità militari di Usa e alleati impegnate nelle operazioni di libertà di navigazione, e ha utilizzato jet militari per le sue incursioni (circa 500 quest'anno contro le quasi 1.000 del 2021) nell'area di identificazione di difesa aerea di Taipei.

Il futuro militare

La Fujian, che ha il nome della provincia cinese di fronte a Taiwan, si aggiunge alla Liaoning (commissionata a settembre 2012) e alla Shandong (dicembre 2019), presentandosi come la più avanzata tecnologicamente. Tuttavia, ci vorranno anni prima che la portaerei possa raggiungere la sua piena capacità operativa, poiché il ministero della Difesa cinese non ha annunciato una data per l'entrata in servizio. «I test di navigazione e ormeggio saranno effettuati come previsto dopo il varo della nave», ha aggiunto la Cctv.  Il processo impiegherà dai due ai sei mesi. Il primo aereo — e probabilmente l’aeronautica militare di Pechino ancora non dispone di velivoli che realizzino in pieno il potenziale della Fujian — potrebbe essere lanciato verso la fine del 2023.

Secondo gli esperti militari, la Cina potrebbe avere nella sua flotta tra le 5 e le 6 portaerei totali entro il 2030, periodo in cui è atteso anche il varo della prima unità a propulsione nucleare per assicurasi una maggiore autonomia di navigazione, come quelle americane. Il fronte marittimo più caldo in cui la Cina è attiva è quello del Mar Cinese Meridionale. Sei governi se ne disputano tratti strategici, e una grandissima parte del commercio globale passa di lì ogni anno. Ma negli ultimi tempi la presenza della marina cinese si è allargata all’Oceano Indiano, al Pacifico orientale e oltre, fino al Corno d’Africa.

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