Ma che caldo fa: oltre 32 gradi registrati in Alaska, è allarme clima

Domenica 7 Luglio 2019 di Remo Sabatini
Temperature record in Alaska (immagine pubblicata da Ansa)
Il termometro segna 32.2 gradi. Questa, l'incredibile temperatura registrata dalla colonnina di mercurio. No, non siamo a Posillipo o sulle spiagge della Versilia ma ben più a nord. Tanto che, più a nord di così, quasi non si può. Quei 32.2 gradi infatti, sono stati raggiunti in Alaska dove, negli ultimi tempi, sembra proseguire un'ondata di calore senza precedenti.

Già denunciata dal presidente Obama, poche settimane prima delle scorse elezioni a stelle e strisce, la situazione di quella terra sconfinata, una volta pressochè ricoperta dai ghiacci, sembra essere oggetto di mutazioni epocali, almeno dal punto di vista climatico e ambientale che, naturalmente, ne consegue. E allora, quella dei trentadue punto due, non può più annoverarsi tra le stranezze di quel cosiddetto clima fuori controllo. Semmai, come riportato dal mondo scientifico a più riprese negli ultimi anni, della diretta conseguenza dello squilibrio in atto rimarcato, soprattutto, in ambienti estremi quali quelli cui l'Alaska appartiene.

E poco importa se, quegli oltre trentadue gradi siano stati registrati nella città di Anchorage, tra l'altro non nuova a "prodezze" del genere. Ciò che dovrebbe impressionare è che si sta parlando di qualcosa che è al di fuori dalla norma e che continua a comportare squilibri che, presto, potrebbero rivelarsi radicali. Sì, perchè quei 32.2 registrati a due passi dalla residenza estiva di Babbo Natale, significano quasi 15 gradi in più rispetto alla media del periodo. Qualcosa che sta stravolgendo i paesaggi e la natura stessa di quei luoghi, un tempo, pressochè incontaminati.
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