Black lives matter, accusata di razzismo e licenziata dopo la foto del coniglietto Bing ma il giudice le dà ragione

Black lives matter, accusata di razzismo e licenziata dopo la foto del coniglietto Bing ma il giudice le dà ragione
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Martedì 6 Luglio 2021, 12:50

Sospesa e poi licenziata dopo essere accusata di razzismo. La storia arriva da Bridgnorth in Gran Bretagna, dove una dipendente di una catena di negozi di giocattoli è stata licenziata dopo 28 anni di lavoro per aver pubblicato una foto del coniglietto Bing con la didascalia: «Dovremmo davvero vendere questo giocattolo? Black Lives Matter». Tanto è bastato per sospenderla e poi licenziarla. Marian Cunnington, 52 anni, questo il nome della signora che ha deciso quindi di fare ricorso. Ieri un giudice le ha dato ragione e ha stabilito anche un risarcimento per l'acccaduto.

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Le accuse di Blm

Le accuse più grandi sono arrivate dal movimento Black Lives Metter. L'intenzione della signora Cunnington, che nel negozio della catena di giocattoli Salinsbury's si occupava di mettere i prezzi ai prodotti in vendita, era però quella di difendere il movimento che si batte contro la discriminazione razziale. Il giorno stesso del commento è stata decisa la sospensione della signora Cunnington, quindi il suo licenziamento «per gravi colpe» deciso il 2 luglio 2020.

Un giudice ha però stabilito che la dipendente è stata licenziata ingiustamene dopo che il manager che l'ha licenziata non ha potuto giustificare il motivo del provvedimento. Il giudice Richardson ha spiegayto in tribunale che «la sensibilità collettiva era vertiginosamente aumentata» dopo l'assassinio di George Floyd. Cunnington al giornale bitanico Mirror ha tenuto a ribadire di non essere razzista e di aver invece «sempre lavorato bene». «Avendo lavorato per un'azienda per così tanto tempo, è stato assurdo doversene andare così».

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L'epilogo della vicenda

Per la signora Cunnington il giocattolo poteva essere offensivo per i neri, proprio come fu accusata di esserlo Robbertson per la loro mascotte della marmellata. A seguito della sentenza del tribunale, la signora Cunnington riceverà un risarcimento dalla catena Sainsbury's.

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