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Morto come George Floyd: la storia di Luca Ventre nell'ambasciata italiana a Montevideo

Venerdì 16 Luglio 2021, 00:04 - Ultimo aggiornamento: 21:37

Luca Ventre, italiano, 35 anni, è morto il 1° gennaio 2021 a Montevideo, in Uruguay. Voleva tornare a casa, in Italia, a Senise, in provincia di Potenza. E' un caso che ricorda molto quello di George Floyd. Se ne sta interessando anche Luigi Manconi, presidente dell'associazione A buon diritto. Stefania Piras ne parla con Giuseppe Scarpa, cronista di giudiziaria de Il Messaggero, che per primo ha scritto questa storia tremenda e sta seguendo le indagini del pm Sergio Colaiocco (lo stesso del caso Regeni). In 37 minuti Luca scavalca le recinzioni dell'ambasciata italiana a Montevideo, viene placcato da agenti uruguyani che lo atterrano e gli cinturano il collo con il braccio fino a quando non si muove più. In questo episodio del podcast parla anche la mamma di Luca, Palma Roseti, che si chiede ancora: «Com'è morto mio figlio?»

Per leggere e approfondire:

Uruguay, perizia del pm: «Ventre è stato soffocato». Indagato un poliziotto

La morte di Luca Ventre: «Non mi muovo», l’ultima frase agli agenti nell'ambasciata italiana

Luca Ventre bloccato a terra nell'ambasciata italiana

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