CORONAVIRUS

Anthony Fauci: False le accuse di molestie. La donna che lo denunciava si pente e incastra i mandanti

Giovedì 7 Maggio 2020 di Anna Guaita
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Anthony Fauci: False le accuse di molestie. La donna che lo denunciava si pente e incastra i mandanti

​NEW YORK – Lo aveva incontrato al bar di un noto albergo di Washington, nell’estate del 2014, quando lei aveva solo 20 anni. Avevano chiacchierato a lungo, e lei, affascinata dai suoi capelli grigi e dalla sua carriera di scienziato, lo aveva seguito in camera. Ma le cose erano degenerate e lei era riuscita a fuggire, dopo che lui aveva tentato di aggredirla. Questa la denuncia che una giovane donna aveva fatto lo scorso mese contro Anthony Fauci, il noto epidemiologo direttore del National Institute of Allergy and Infections Diseases, che guida la campagna contro il covid19 negli Usa. Pochi giornalisti avevano creduto alle parole della donna, se non altro perché a presentarla c’erano Jacob Wohl e Jack Burkman, due giovani estremisti già noti per aver tentato di incastrare altre figure scomode per Donad Trump. E quella diffidenza si è rivelata saggia: ieri la donna ha contattato gli stessi giornalisti che avevano partecipato alla conference call e ha ammesso che le denunce erano false, che i fatti non erano mai avvenuti, e che Wohl e Burkman l’avevano pagata «una cifra ingente» per mentire.
 

Questa volta però Diana Andrade ha presentato delle prove. Ha spiegato che si era pentita di quel che aveva fatto vedendo come Fauci si batteva per salvare la vita di milioni di persone, e che aveva deciso di ritrattare quando i suoi “mandanti” hanno fatto pressioni perché lei trovasse un’amica disposta a rincarare la dose e a testimoniare anche lei contro lo scienziato. A quel punto, Diana ha registrato una telefonata con Wohl e Burkman, che ha poi inviato ai giornalisti accompagnandola con una breve nota: «Chiedo scusa alla stampa e soprattutto al dottor Fauci». Nel corso della conversazione, durata 9 minuti e 35 secondi, Diana tenta di difendere Fauci ricordando quanto sia pericoloso il virus, ma Burkman le risponde che «la natura deve fare piazza pulita di quando in quando», e «anche se ci saranno 400 mila morti, la metà saranno i vecchi e il resto sarà la feccia della società», e quindi «è una cosa positiva». Fauci, secondo loro, non è un bene ma un male per l‘America, perché ha causato il blocco dell’economia e il licenziamento di milioni di persone, e quindi «è giusto inventarsi qualsiasi cosa pur di fermarlo, ed è giusto dire bugie contro di lui».
 
Nel corso di questa telefonata, Diana si chiede se il pagamento ricevuto per mentire sia legittimo, e loro rispondono che a consegnarglielo era stato «un bravo avvocato, uno che ha contatti alla Casa Bianca». Ma non ne viene fatto il nome e quindi in realtà questa può essere un’altra delle bugie di cui Wohl e Burkman sembrano essere specialisti.
 
I due giovani agitatori non sono nuovi a clamorose denunce. Lo scorso anno avevano tentato di infangare il nome di Elizabeth Warren, facendo circolare la voce che fosse l’amante di un giovane ufficiale della Marina. Contemporaneamente avevano investito soldi ed energia per convincere (senza riuscirci) un giovane 21enne a sostenere che l’ex sindaco Pete Buttigieg aveva tentato di stuprarlo. Fra le loro vittime anche l’investigatore speciale del Russiagate, Robert Mueller.
 
Wohl e Burkman hanno perso credibilità presso la stampa, ma riescono a spacciare abbastanza disinformazione attraverso i social network da poter causare danni al buon nome di persone del tutto innocenti. Era quello che contavano di fare contro Fauci, che considerano un nemico di Trump, soprattutto ora che il presidente è ansioso di rimettere in moto l‘economia e sembra deciso ignorare i rischi che la fretta comporterebbe.
 
Non esiste tuttavia alcuna prova che la Casa Bianca abbia avuto contatti con i due giovani estremisti.
 

 
 

 

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