Danimarca, il governo vieta per legge i "nuovi amori" a chi è condannato all'ergastolo

Danimarca, il governo vieta per legge i "nuovi amori" a chi è condannato all'ergastolo
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Giovedì 16 Settembre 2021, 17:39 - Ultimo aggiornamento: 17 Settembre, 16:06

Una decisione che farà discutere quella del governo danese dopo che è diventata di pubblico dominio la notizia che una ragazza di 17 anni, Cammilla Korstein, si è innamorata di Peter Madsen, l'uomo condannato per il brutale assassinio della giornalista svedese Kim Wall mentre si trovava a bordo del suo sottomarino per intervistarlo nel 2017. La diciassettenne ha ammesso di essersi invaghita del killer dopo che per due anni si erano scambiati lettere e telefonate e di essere rimasta anche molto male quando lui nel 2020 si è sposato in carcere con la 39enne russa Jenny Curpen. 

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La decisione della Danimarca

Il governo della Danimarca ha imposto il divieto per chi è stato condannato all'ergastolo di iniziare nuove relazioni amorose. La legge ha l'obiettivo di frenare il fenomeno dei cosiddetti groupies di detenuti, fan e appassionati che contattano l'ergastolano di turno per poterlo conoscere anche solo virtualmente. La decisione dell'esecutivo di Copenaghen è stata presa dopo un caso che ha scioccato l'opinione pubblica, riporta la Bbc. Questo tipo di relazioni «devono ovviamente essere interrotte. Criminali condannati non dovrebbero utilizzare le nostre prigioni come centri per appuntamenti o piattaforme mediatiche per vantarsi delle loro malefatte», ha detto il ministro della Giustizia danese Nick Haekkerup.

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Cosa dice la nuova legge

La nuova legge stabilisce che i detenuti condannati all'ergastolo potranno contattare solo le persone con cui hanno avuto una relazione per i primi dieci anni della loro prigionia. Inoltre sarà vietato anche postare sui social media o comunicare attraverso podcast. Anche questo provvedimento è scaturito dal caso di Madsen, che confessò l'omicidio della giornalista durante la puntata di un documentario nel 2018. «Abbiamo avuto esempi disgustosi negli ultimi anni di detenuti che hanno commesso crimini abominevoli e poi dal carcere hanno contattato giovani per ottenere la loro simpatia e attenzione», ha sottolineato il ministro della Giustizia.

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