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Harry Styles su Vogue vestito da donna è il trionfo del gender fluid: «Abbattiamo le barriere»

Sabato 14 Novembre 2020 di Costanza Ignazzi

«Se facciamo venir meno l'adagio per cui 'ci sono i vestiti per gli uomini e ci sono quelli per le donne' e abbattiamo tutte le barriere, il campo da gioco diventa molto più grande». Parola di Harry Styles, ex One Direction e nuova icona fashion no gender che ha appena "rotto l'Internet" (si dice ancora?) dalle pagine di Vogue America dove, in un servizio per il numero di dicembre, indossa - tra le altre cose - tutù, maxi gonne a balze e un etereo abito da sera firmato Gucci. 

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«Quando uno dei tuoi abiti migliori finisce su uno dei tuoi migliori amici», ha commentato su Instagram un soddisfatto Alessandro Michele. Che è stato in prima persona uno degli artefici della "metamorfosi" di Harry, da cantante di boy band idolo delle ragazzine ad artista glam impegnato in una conversazione su un nuovo tipo di mascolinità. D'altra parte stiamo parlando del designer che, in tema di gender fluid, si è divertito fin dagli esordi da rompere gli schemi.

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E Harry, abbandonati i balletti e i capelli lunghi dei primi anni 2010, ha scoperto una personalità del tutto nuova (ma non per questo meno sexy): non a caso secondo l'ultimo report di Stylight è stato uno degli influencer che più hanno cambiato la moda nell'anno del Covid, a suon di collane di perle indossate con nonchalance e smalto color lavanda. Non è un caso, insomma, se Vogue ha deciso di ritrarlo in abiti femminili sotto l'obiettivo del fotografo Tyler Mitchell (che nel 2018 esordì con Beyoncé) e con il sapiente styling di Camilla Nickerson, primo uomo ad apparire da solo in copertina del leggendario magazine.

 

«Ogni volta che poni delle barriere nella tua vita, ti stai limitando da solo», spiega Styles. E i fan sembrano decisamente gradire: «Sposami», è il commento più gettonato sui social dove rimbalzano secchi "No" alla «mascolinità tossica». L'ispirazione degli ultimi look di Harry però sembra più nascere anche e soprattutto da icone del rock come David Bowie, con il suo androgino alter ego Ziggy Stardust, Elton John, con i suoi completi sgargianti, o Steven Tyler con pantaloni a zampa e i foulard multicolore. Più da loro che dall'abito da sera di Billy Porter che tanto fece scalpore sul red carpet degli Oscar di qualche anno fa. 

Ispirazione glam rock

«Non puoi mai essere troppo vestito - ha spiegato Styles a Vogue - I personaggi della musica che ho amato, Prince, Bowie, Elvis e Freddie Mercury, sono dei veri showman, quando ero piccolo ne ero sconvolto. E ora se mi metto qualcosa di sfavillante non mi sento pazzo a indossarlo». Un'ispirazione, quella dell'uomo che gioca con l'identità di genere, che non smette di affascinare: vi ricordate quando Damiano dei Maneskin si esibì a X Factor in calze a rete e non si parlò d'altro per giorni? (Piccola parentesi: qualche mese un collant simile è stato sfoggiato anche dal nostro Harry per il giornale inglese Beauty Papers). E lo stesso Fedez non fa mistero del suo amore per lo smalto sulle unghie, scatenandosi in manicure di volta in volta più fantasiose. Basta che se ne parli? Probabilmente basta non aver paura di indossare ciò che ci fa stare bene. 

 

Ultimo aggiornamento: 15 Novembre, 11:43 © RIPRODUZIONE RISERVATA