Codice Rosso, è legge ma l'opposizione avverte che sarà una normativa zoppa perchè carente di finanziamenti

Mercoledì 17 Luglio 2019 di Franca Giansoldati
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Con 197 si', nessun voto contrario e 47 astenuti l'Aula del Senato ha approvato in via definitiva il Codice rosso, il dibattuto disegno di legge in materia di tutela delle vittime di violenza domestica e di genere. Il testo varato da Palazzo Madama resta identico a quello approvato dalla Camera. La maggioranza, infatti, ha respinto tutti gli emendamenti che erano stati presentati dall'opposizione. Quest'ultima ha fatto presente, piuttosto delusa, che senza le coperture «resterà una legge insufficiente».

Per la senatrice del Pd Valeria Valente, presidente della commissione sul femminicidio, si tratta di una normativa «zoppa: come si può attuare con una spesa invariata? Volevamo inoltre rafforzare le misure di tutela e protezione e quelle di contrasto al revenge porn, alla lesione del viso, ai matrimoni forzati, la maggioranza non ce l'ha permesso. E poi la norma principale: i 3 giorni concessi al magistrato per intervenire minano l'efficacia delle indagini, rischiano la vittimizzazione secondaria delle donne e anche di intasare le procure, soprattutto mettendo in seria discussione la possibilità di avvalersi di magistrati specializzati. Purtroppo ancora una volta è prevalsa la logica della propaganda su quella del buon governo».

Dello stesso parere Paola Binetti. «Bene il codice rosso in Pronto soccorso, bene la denuncia e l'intervento del magistrato entro tre giorni, ma tutto cio' senza le necessarie risorse aggiuntive diventa un diritto non esigibile. E questa e' la vera patologia di questo governo».

Ecco le novità contenute nel testo di legge appena approvato.

UN ANNO PER LE DENUNCE. Una donna avra' ben 12 mesi di tempo per denunciare una violenza sessuale subita anziche' i 6 attuali.

MALTRATTAMENTI IN FAMIGLIA: Pene piu' severe per i reati di maltrattamenti contro familiari o conviventi: la reclusione da due a sei anni prevista dal codice penale all'articolo 572 diventa da tre a sette anni; la pena, inoltre, e' aumentata fino alla meta' se il fatto e' commesso in presenza o in danno di persona minore, di donna in stato di gravidanza o di persona con disabilita' o se il fatto e' commesso con armi.

 STALKING: La reclusione passa dall'attuale da sei mesi a cinque anni a "da uno a sei anni e sei mesi".

STRETTA CONTRO CHI SFREGIA CON ACIDO: Chi lo commette e' punito con la reclusione da otto a quattordici anni. Se lo sfregio causa la morte della vittima la pena e' l'ergastolo.

PERCORSI RECUPERO PER SOSPENSIONE PENA. In caso di condanna per reati sessuali, la sospensione condizionale della pena viene subordinata alla partecipazione a percorsi di recupero ad hoc presso enti o associazioni che si occupano di prevenzione, assistenza psicologica e recupero di soggetti condannati per reati sessuali. Il costo dei percorsi di recupero, in mancanza di una convenzione dell'ente con lo Stato, e' a carico del condannato.

AGGRAVATE PENE PER VIOLENZA SESSUALE: Sara' punita con il carcere da sei a dodici anni, aggravata ove a subirla sia relativa ad atti sessuali con minori di 14 anni in cambio di denaro o di qualsiasi altra utilita', anche solo promessi.

REVENGE PORN. - Carcere da uno a sei anni e multe fino da 5.000 a 15.000 euro per chi diffonde foto o video a contenuto sessuale per vendicarsi del partner dopo la fine di una relazione. La stessa pena si applica anche a chi riceve immagini hard e le diffonde senza il consenso dei protagonisti. Previste aggravanti se il reato e' commesso dal partner o da un ex con diffusione via social. Maggiori tutele per disabili e donne in gravidanza.

 

Ultimo aggiornamento: 18 Luglio, 10:54 © RIPRODUZIONE RISERVATA