DONNE

Pressing del gesuita americano padre Martin perchè le donne possano predicare a messa e avere ruoli di rilievo nella Chiesa

Giovedì 25 Luglio 2019 di Franca Giansoldati
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Uno dei più popolari gesuiti americani, autore di popolarissimi libri teologici e portavoce di una Chiesa piuttosto liberal – padre James Martin – ha rotto un altro fronte chiedendo con coraggio avanzamenti e aperture nei confronti delle donne. Padre Martin citando il Vangelo ha ricordato che Gesù fu profeta, rivoluzionario e sicuramente non un misogino, tanto che affidò proprio a una donna il compito più rilevante, quello di annunciare al mondo la Resurrezione. La presa di posizione del religioso veicolata sui social ha scatenato una violenta tempesta di critiche, tanto che l’autore della battaglia per l’apertura della Chiesa alle donne, è stato costretto a scusarsi con i suoi lettori davanti a tanti commenti negativi da lui provocati. In realtà la posizione di Martin non è affatto isolata, soprattutto nel mondo anglosassone e nei paesi a maggioranza protestanti.

Da tempo le comunità cristiane chiedono a Roma (senza troppo successo) la possibilità di aprire un dibattito in materia. Ci avevano provato anche gli ordini religiosi femminili (Uisg) con la richiesta di rivedere il diaconato femminile. Il Papa obtorto collo aveva dato mandato a una commissione teologica di fare ricerche storiche per capire che ruoli specifici avessero le donne durante i primi secoli. Dopo alcuni anni di studi e rapporti interni (sempre top secret) la Commissione ha consegnato al pontefice un memorandum. Per  ora non sono previste grosse novità. Il Papa, il mese scorso, durante una udienza alle religiose aveva preso altro tempo, riferendo a tutte della laboriosa attività teologica della commissione ma senza aggiungere altro.

James Martin con questo ennesimo intervento sembra volere esercitare pressioni per rimettere in moto la riflessione interna. Aveva anche postato un dotto articolo tratto da America, la prestigiosa rivista diretta dai gesuiti statunitensi, all’interno della quale Jean Molesky Poz, una docente universitaria, aveva tracciato un quadro possibilista sulle possibili riforme. Lei stessa per diversi anni ha esercitato ruoli importanti in parrocchia, compresa la predicazione alla messa, nello stato della California. «Mi sorprende che le donne non possano predicare alla messa» aveva commentato padre Martin, facendo riferimento al ruolo di Maria Maddalena.

Di fatto il tema del diaconato femminile fa da sottofondo ad una tensione crescente che si avverte man mano si avvicina il Sinodo sull’Amazzonia previsto per l’autunno. Apparentemente l’appuntamento episcopale sembra lontano da questo argomento. Tuttavia ci saranno vescovi latinoamericani che sicuramente lo tireranno fuori. In Brasile il diaconato femminile è di fatto già una realtà in tante diocesi dove per mancanza di sacerdoti e di vocazioni sono le donne a portare avanti compiti pastorali importanti. Naturalmente escludendo la celebrazione della messa. Quella resta vietatissima.
 

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