Morta l'astrofisica Margaret Burbidge, lady "polvere di stelle": si è battuta per le pari opportunità nella scienza

Martedì 7 Aprile 2020

L' astrofisica angloamericana Margaret Burbidge, autrice di scoperte fondamentali sulla natura delle stelle e delle galassie, che ha contribuito a diffondere l'idea che gli esseri umani sono composti di polvere di stelle e che ha aiutato le scienziate in battaglie civili pionieristiche, è morta nella sua casa di San Francisco, in California, all'età di 100 anni.

L'annuncio della scomparsa, avvenuta domenica scorsa, è stato dato dall'Università della California di San Diego, di cui era professoressa emerita di astronomia e fisica. «È deceduta in pace, con la sua famiglia al suo capezzale, per le complicazioni occorse dopo una caduta accidentale in casa», ha fatto sapere l'ateneo californiano, che la ricorda come «Lady Stardust» (signora della polvere di stelle), perché ha rivoluzionato «la scienza con le sue intuizioni sulla natura e sul comportamento delle stelle».

Nata Eleanor Margaret Peachey il 12 agosto 1919, a Davenport, in Inghilterra, alla fine degli anni '40 si sposò con il rinomato fisico britannico Geoffrey Burbidge e nel 1955 si era trasferita negli Usa. Nel 1957 i coniugi Burbidge, l'astronomo inglese Fred Hoyle e il fisico statunitense William Fowler pubblicarono un celebre articolo sulla nucleosintesi stellare, «Synthesis of the Elements in Stars» (Sintesi degli elementi in una stella), che divenne famoso con una sigla composta dalle iniziali dei suoi autori, quasi fosse una formula chimica, B2FH. Fred Hoyle e il marito di Margaret, Geoffrey Burbidge, sono noti per la loro teoria cosmologica non convenzionale che contraddice apertamente la teoria del Big Bang, mentre William Fowler condivise il Premio Nobel per la fisica nel 1983 per i suoi studi teorici e sperimentali sulla nucleosintesi.

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Direttore Osservatorio di Greenwich.  Margaret Burbidge è stata la prima donna ad essere nominata direttore dell'Osservatorio di Greenwich (1950-51) e ha dato contributi notevoli alla teoria dei quasar (oggetti quasi-stellari), alle misure della rotazione e delle masse di galassie e alla comprensione di come gli elementi chimici si formano nelle profondità delle stelle attraverso la fusione nucleare. Burbidge ha anche sostenuto la lotta per le pari opportunità per le donne nella scienza. Nel 1955 suo marito ottenne una borsa di studio Carnegie per ricerche astronomiche presso l'Osservatorio di Monte Palomar, negli Usa, chiese di poter lavorare con lui ma le fu negato il ruolo perché l'ambiente era «provvisto di bagni per soli uomini». Scelse così di accettare un contratto di ricerca minore al California Institute of Technology di Pasadena, nella convinzione di poter comunque dimostrare il suo talento. In breve si rivelò così brava che nel 1957 divenne professore associato presso lo Yerkes Observatory del Wisconsin. Nel 1962 fu nominata professoressa di astronomia all'Università della California a San Diego. A lei è stato dedicato l'asteroide 5490 Burbidge per i fondamentali studi condotti sulle stelle e sulle galassie accoppiando la spettrofotometria con i dati ottenuti dall'osservazione con telescopi. Quando era una bambina suo nonno le regalò libri divulgativi sull'astronomia: «Vidi nascere la mia passione per le stelle - ha scritto nella sua autobiografia pubblicata nel 1994 - unita all'altro mio diletto, i grandi numeri». La sua vita è stata piena di scoperte scientifiche e battaglie civili e non è sempre stato facile essere una scienziata donna, ma lei non ha mai ceduto: «Se incontri un ostacolo, trova un modo per aggirarlo», ha scritto nell'autobiografia.

 

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