Sorpresa, rispunta Karl Marx tra le femministe americane ma stavolta per essere criticato

Venerdì 10 Maggio 2019
Sorpresa: le femministe americane tornano a rispolverare Marx. Silvia Federici è una sociologa, accademica, attivista italiana naturalizzata negli Usa, che difende la corrente del marxismo applicata agli studi di genere. Negli anni '70 Federici è stata una delle promotrici delle prime campagne che cominciavano a chiedere un salario per il lavoro domestico, lavoro realizzato dalle donne senza alcuna retribuzione. Negli anni '80 ha lavorato per diversi anni come insegnante in Nigeria e poi ha fatto ritorno negli Usa. Negli Stati Uniti e in Francia, il suo ultimo libro, “Il capitalismo patriarcale” ha aperto un acceso dibattito sulla figura di Marx, criticandolo per non avere approfondito, nella sua analisi sul capitalismo, il tentativo di controllare la donna e metterla ai margini ai fini di servire profitto.

Una tesi che a livello accademico sta facendo discutere anche perché sembra tirare fuori dalla naftalina il filosofo tedesco, autore di Das Kapital, ormai finito, dopo gli anni Settanta, in una sorta di cono d'ombra. Silvia Federici spiega che Marx non va affatto messo in soffitta se si vuole capire l'attività dei movimenti che si battono per una maggiore equità tra mondo femminile e maschile. Secondo l'autrice del libro “Le capitalisme patriarcal” Marx anche se comprese che il capitalismo era un sistema che doveva diffondersi a livello globale e pur criticando il sistema patriarcale e ogni concezione naturalistica dell'essere umano e dell'identità, “non è stato in grado di vedere il ruolo fondamentale della riproduzione sociale sebbene fosse interessato ai meccanismi di sfruttamento del capitalismo”. © RIPRODUZIONE RISERVATA